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«Qualcosa nella nebbia» in viaggio verso la libertà

Roberto Camurri, reduce di due grandi successi, presenta il suo nuovo romanzo. Sarà ospite lunedì 11 alla serata di riapertura del Caffè Letterario al Teatro San Domenico di Crema

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

06 Aprile 2022 - 05:20

CREMA - Dopo il grande successo di «A misura d’uomo» e «Il nome della madre», si torna a Fabbrico con Roberto Camurri, una delle voci più interessanti e amate della nuova letteratura italiana, da poche settimane in libreria con «Qualcosa nella nebbia».  Amore e amicizia, fiducia e tradimento, vita e morte, fuga e ritorno: lo scrittore  torna sui suoi temi preferiti in un romanzo intimo e intenso, radicalmente sincero. E con una lingua suadente e musicale, e delicati tocchi sovrannaturali, svela la natura ammaliante del passato, che ci attrae con il suo incessante richiamo ma ha il potere di liberarci dalle nostre più recondite paure. E la nebbia del titolo, come spiega lo stesso Camurri «è un attraversamento, che porta fino a raggiungere quel tipo di libertà agognata dai miei personaggi».

Lo scrittore è doppiamente  protagonista: della videorubrica «Tre minuti un libro» curata da Paolo Gualandris, online da oggi sul sito www.laperovinciacr.it nonché della serata di «riapertura» dopo la pandemia del Caffè Letterario di Crema. L’appuntamento è per lunedì 11 aprile in sala Bottesini  del teatro San Domenico, con inizio alle 20,45 e ingresso libero (per entrare è necessario il rispetto delle regole anti-Covid). L’autore converserà con Mattia Tortelli e, come da tradizione è previsto l’accompagnamento  musicale di due giovani talenti cremaschi: Chiara Marinoni e Matteo Bacchio. Come per tutte le manifestazioni del Caffè Letterario, anche questa è stata resa possibile dal contributo delle aziende che sostengono l’associazione culturale: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e Mantovana, Sparkasse, Comitato Soci Coop di Crema, libreria La Storia di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema, Teicos di Pandino e Icas di Vaiano Cremasco, oltre naturalmente  alla Fondazione San Domenico e il Civico istituto musicale Folcioni.


Camurri è nato nel 1982, undici giorni dopo la finale dei Mondiali a Madrid. Vive a Parma ma è di Fabbrico, un paese triste e magnifico che esiste davvero. È sposato con Francesca e hanno una figlia. Lavora con i matti e crede ci sia un motivo, ma non vuole sapere quale. E proprio nel suo Fabbrico ambienta i suoi romanzi perché, come spiega, «volevo scrivere una storia che parlasse di libertà e quindi fondamentalmente avevo bisogno di rendere Fabbrico un luogo in cui potesse succedere qualsiasi cosa un po’ come Derry per Stephen King o Cape Cod per la Signora in giallo. Posti dove quando finiscono le storie poi si riparte da capo». E ancora: «Luogo e personaggi hanno lo stesso peso all’interno del romanzo. Mi serviva che Fabbrico fosse vivo, anche nella sua parte soprannaturale, come per esempio con la strega che diventa la voce di questo paese. E quindi sì, probabilmente Fabbrico è un davvero personaggio... umano».


Spiega ancora: «Fondamentalmente mi piace racchiudere le mie storie in un posto piccolino perché il mondo la fuori è troppo complicato da poter spiegare e Fabbrico soprattutto in questo libro diventa il pretesto per poterlo  raccontare quel  mondo la fuori, nel senso che è quel luogo in cui a un certo punto la natura e le cose che succedono ai personaggi». La vicenda è quella di uno scrittore sceglie di ambientare i suoi romanzi proprio a Fabbrico, un paese che non ha mai visto ma che lo attrae inspiegabilmente. È un uomo insoddisfatto e arrabbiato, odia la sua famiglia e il suo lavoro. Il suo primo libro ha avuto successo, e ora sta scrivendo nuove storie, diverse, ambientate in una Fabbrico spettrale in cui si muovono tre personaggi: Alice, che ha avuto una grottesca carriera in tv e ha scelto di tornare a vivere in paese; Giuseppe, da sempre innamorato di Alice anche se può averla solo in un perverso gioco sessuale; e Andrea detto Jack, che da bambino assiste all’arrivo di un’inquietante famiglia nella casa con cinque comignoli vicina alla sua, diventando testimone di una terribile tragedia. Invitato a un festival letterario in Olanda, lo scrittore comincia a confondere realtà e finzione, e grazie a una donna misteriosa e a un travolgente rapporto sessuale con lei scopre un passato che non sapeva di avere.


Amicizia amore ritorno fuga sono questi gli elementi fondanti? «Sì, nel senso che fondamentalmente io credo che ci sia un po’ in ognuno di loro un certo tipo di oscillazione fra il sentirsi in qualche modo rassicurati dalle proprie radici e contemporaneamente la voglia di disfarsene. Ed è un tema che è un po’ ritorna in tutti i miei tre libri in tutti i miei libri c’è un personaggio che se ne va e poi ritorna. E in più credo che mi interessi raccontare quel tipo di rapporti che diventano così tanto intimi che trascendono le parole, trascendono i comportamenti, e e quindi scavare all’interno di un certo tipo di intimità che potrebbe essere benissimo un rapporto di amicizia o come un rapporto d’amore e poi fondamentalmente l’amicizia è una forma d’amore credo, e quindi raggiungere quel tipo di intimità anche con gesti eclatanti come fa Alice con Jack, oppure Alice e Giuseppe che nel loro modo un po’ torbido riescono a superare quel tipo di barriera che proibisce l’intimità e si mostrano entrambi sono sono personaggi che si mostrano mi piace scavare in quel tipo di rapporti».


Sono rapporti che poi servono anche per raccontare cose brutte della vita, ci sono anche atti di violenza, Fabbrico in fondo è l’emblema del mondo: c’è la natura che ti aiuta e che ti può calmare ma c’è anche la situazione che ti può devastare. «Mi piace anche pensare che fondamentalmente la questione è che possono succedere cose molto balorde, molto brutte che però non rinnegano le cose belle che capitano e c’è da traversare questo questa difficoltà queste tragedie per riuscire in qualche modo a liberarci dai pesi che ci portiamo addosso e ed è la nebbia che c’è nel titolo un attraversamento, che porta fino a raggiungere quel tipo di libertà agognata dai miei personaggi».

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