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FIERE ZOOTECNICHE

Rolfi: «Cremona modello di agricoltura produttiva»

L’assessore regionale: «Punto di riferimento eccellente per i comparti del latte e della carne»

La Provincia Redazione

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26 Novembre 2021 - 08:11

Rolfi: «Cremona modello di agricoltura produttiva»

L'assessore regionale Fabio Rolfi

MILANO - «Cremona rappresenta il territorio agrozootecnico per eccellenza in Lombardia: punto di riferimento per comparti fondamentali come latte e carne, e portabandiera di un modello di agricoltura produttiva, che spesso viene rappresentata in termini negativi come intensiva. Mentre ‘intensiva’ è una caratteristica positiva: sinonimo di capacità produttiva, attitudine a tenere il mercato offrendo prodotti performanti particolarmente richiesti. L’agricoltura che in Italia andrebbe presa a modello, con buona pace di certe visioni troppo semplicistiche che ritengono sostenibile solo il sistema estensivo e basato su piccole aziende. Cremona - invece - dimostra con i fatti esattamente il contrario: ci possono essere aziende grandi, che adottano sistemi intensivi, promuovono la sostenibilità ambientale ma anche quella economica. Perché sanno stare (bene) sul mercato». Coprotagonista questa mattina della cerimonia di inaugurazione e di un convengo sulla suinicoltura, l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi sottolinea la valenza del sistema Cremona e il ruolo delle Fiere Zootecniche in un periodo cruciale per il settore primario ed il suo futuro.

IL MOMENTO DELLE SCELTE

«Al di là delle tensioni che riguardano i mercati e alcuni settori come quello suinicolo. questo è comunque il momento di scelte che avranno ripercussioni significative nei prossimi anni», precisa Rolfi. «E’ il caso della prossima Pac, particolarmente critica per la Lombardia. I regolamenti recentemente approvati dal Parlamento Europeo confermano un’impostazione che per certi versi cambierà le regole del gioco. Prendiamo la convergenza sul primo pilastro, dove rischiamo di perdere risorse su alcune filiere tipicamente lombarde come quelle della carne e del riso. Il nostro sforzo è allora quello di suggerire scelte nell’ambito del piano strategico nazionale che compensino questi effetti. In che modo? Se - ad esempio - si perde qualcosa sulla convergenza, lo si potrebbe recuperare grazie ad un piano di settore dedicato alla zootecnia, o tramite un eco schema concentrato sul benessere animale o su altre progettualità nelle quali la zootecnia intensiva lombarda mostra la sua efficienza. Questo - in sintesi - è il lavoro da fare nelle prossime settimane».

LA CULTURA DELL'INNOVAZIONE

Con le aziende chiamate ad un rapporto sempre più stretto con il mercato ed i consumatori - a loro volta - «sempre più attenti non solo al prezzo, ma anche ad altri elementi: come il rapporto qualità/prezzo, l’origine della materia prima, il benessere animale o l’impronta ambientale di un prodotto. Sono convinto - prosegue Rolfi - che siano proprio le nostre aziende intensive e produttive a poter vincere meglio di altre questa sfida, perché nel loro dna c’è la cultura dell’innovazione. Possono farlo, se vengono aiutate ad investire ed a competere. Il Psr biennale e di transizione verso la nuova Pac, che abbiamo appena approvato, va proprio in quella direzione. Crediamo fermamente che la sostenibilità ambientale non possa essere disgiunta da quella economica; e che per centrare entrambi gli obiettivi si debba mettere al centro l’impresa, come naturale protagonista di un percorso - la sostenibilità ambientale, appunto - che non deve essere considerato una moda, quanto piuttosto il modello di sviluppo economico dei prossimi decenni. Ma tutto questo deve partire dall’impresa, non esserle imposto secondo visioni ideologiche in grado di produrre solo obblighi e tasse; perché così le imprese vengono soffocate anziché aiutate a crescere». «Regione Lombardia - conclude Rolfi - sostiene questa visione e questo modello produttivo. Confidiamo che vengano posti al centro delle misure del Piano strategico nazionale anche in ordine al riparto delle risorse. Noi lo chiediamo, e speriamo che a Roma ci ascoltino».

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