L'ANALISI
30 Novembre 2025 - 11:31
CREMONA - Se per tre volte vai a un appuntamento, e per tre volte invece della morosa ci trovi i suoi fratelli maneschi, è dura trovare la voglia di provarci la quarta volta.
Soprattutto se stavolta l’altra metà dell’appuntamento è quella che passa per essere la più bella del quartiere, che però ha i fratelli più palestrati e irascibili del circondario.
Eppure la voglia, se non ce l’hai, te la devi dare, smentendo un po’ i vari don Abbondio che predicano rassegnazione.
La Cremo di Nicola la voglia ce l’ha ancora intatta, al quarto appuntamento ci va eccome.
Certo, che sarà dura. Il Bologna è un collettivo senza stelle fisse ma proprio per questo difficile da maneggiare, un meccanismo che il suo allenatore smonta e rimonta senza troppi contraccolpi se manca questo o quello. Poco prevedibile, molto scivolosa, brava a provocare e castigare errori avversari. Squadra senza gente da prima pagina ma di alta qualità diffusa, che non sai mai da che parte può arrivarti la fregatura. Una delle più belle squadre, e delle più brutte gatte, in circolazione.
La Cremo dopo tre partite all’asciutto avrebbe bisogno urgente di cambiare un po’ aria, 14 punti un mesetto fa erano tanti e nemmeno adesso sono pochi, ma insomma chiusi lì dentro si incomincia ad avvertire un po’ di claustrofobia.
La partita del Dall’Ara non ha l’aria più incoraggiante del mondo, ma va affrontata con lo spirito giusto, non è l’ultima spiaggia ci mancherebbe ma è una spiaggia piena di buche.
Per provare a cavarne qualcosa ci vuole una partita di piglio e di attenzione, con maggiore precisione nei lanci, in modo da permettere a Vardy di prendere in castagna la non sempre impeccabile difesa rossoblù, e nel tiro. Ma anche sui rinvii, data la micidiale bravura dei rossoblù nello sfruttare le cosiddette seconde palle.
Sul piano tattico queste partite sono più piene di trabocchetti e botole di un vecchio castello scozzese. E non manca nemmeno il classico fantasma, quello delle tre sconfitte di fila che un po’ inquieta, inutile negarlo.
Ma non è il momento giusto per avere paura, Nicola di sicuro non ce l’ha anche se con Italiano ha un bilancio in rosso, anche perché il caro collega si è sempre scelto la squadra giusta per fare il prepotente.
Non bisogna cedere alla tentazione di guardare al calendario dopo Bologna, cioè a Lecce e Toro partite sulla carta più promettenti.
Italiano dopo la brillante fatica europea recupera Holm e Dominguez, e pare pensi a far riposare Miranda e Bernardeschi. In attacco riecco Castro, in panchina con il pericoloso Dallinga e con altra bella gente ricompare Ciro Immobile.
Nicola recupera Pezzella sulla mancina, e vedremo se darà a Payero un’altra occasione per giustificare la sua fiducia.
Dai Cremo, forza e coraggio, vai all’appuntamento senza paura. E non dimenticare il mazzo di fiori. Però, fra ranuncoli e giaggioli, infilaci anche un robusto randello, sai di questi tempi è facile fare brutti incontri.
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