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Vialli: "La mia prima figurina Panini: che emozione!"

I momenti salienti della presentazione del libro "Gianluca gonfia la rete" con Mancini, Ferrara, Vierchowod e Pecchia

La Provincia Redazione

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17 Dicembre 2021 - 11:20

CREMONA - «Questa incredibile raccolta di materiale mi aiuta ad avere una percezione migliore di ciò che ho fatto dal punto di vista professionale - ha detto Gianluca Vialli, in diretta da Londra per la presentazione del libro "Gianluca gonfia la rete" -. È la testimonianza di come il calcio sia divenuto un fenomeno trasversale e universale, perché il libro raccoglie materiale da tutto il mondo e da parte mia c’è grande orgoglio. Sono consapevole di essere un uomo fortunato: come Pietro (Vierchowod), Gaio (Gaiardi), Fabio (Pecchia) e Ciro (Ferrara), faccio parte di quelle persone che hanno trasformato una passione in un mestiere, ed è un grande privilegio. Ho sempre cercato di ripagare questa fortuna, mi sono sempre impegnato e ce l’ho messa tutta per essere riconoscente».

«Quando ho visto il libro mi è venuta voglia di farlo vedere a mia moglie, alle mie figlie e a mia mamma per far capire anche a loro chi sono. Credo che sarà una grande emozione. Sono grato a Matteo e al suo team perché hanno messo soldi, tempo, energia e passione. Hanno fatto un grande lavoro e devono essere soddisfatti perché hanno chiuso un cerchio. Io posso dire solo grazie, anche per le belle parole scritte su di me. Posso fare una sola critica? All’elenco dei gol ne mancano tantissimi.... Ringrazio anche La Provincia che ha sposato e supportato il progetto. Finisco ringraziando i compagni, i dirigenti e i famigliari che mi hanno aiutato ad avere questo successo professionale, anche se ho l’impressione di essere sopravvalutato». Il pezzo più pregiato dell’intera raccolta, per Vialli? «La figurina della Panini, la prima uscita - ha risposto l’ex attaccante di Cremonese, Samp e Juventus .. Si cresce col mito della Panini e anche io facevo la collezione. A quel tempo le figurine andavano incollate all’album che aumentava di spessore ogni volta che ne aggiungevo. Per un ragazzo era la cosa più bella. E poi il fatto di essere sulle figurine te lo potevi giocare con le ragazze. Vale specialmente per Ciro: altrimenti avrebbe fatto fatica».

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