il network

Martedì 07 Luglio 2020

Altre notizie da questa sezione


CREMONA. GIALLO A PALAZZO

VIDEO L'incontro con lo scrittore Loriano Macchiavelli

CREMONA (14 gennaio 2020) - «Vidi il famoso autobus 37 che trasportava i morti, e poi ricordo nel naso l’odore acre dell’esplosivo, un odore che non se ne andò più via per giorni. E i pezzi di vetro sotto le suole delle scarpe». È il 2 agosto 1980 di Loriano Macchiavelli, il maestro del giallo italiano ieri ospite di Giallo a Palazzo, la rassegna organizzata a Palazzo Vidoni da ConfCommercio in collaborazione con il quotidiano La Provincia. Il papà di Antonio Sarti (o meglio Sarti Antonio) si è raccontato a ruota libera nel corso di un incontro-intervista con Paolo Regina e Paolo Gualandris in occasione della presentazione di Delitti senza castigo, una indagine inedita di Sarti Antonio, originariamente scritto nel 1998. Poche, a dire il vero, le parole sul romanzo inedito, ma tanti gli andirivieni a ruota libera lungo le storie di una carriera più che quarantennale.
«Quel 2 agosto lavoravo alla Cineteca di via Galliera – ricorda ancora –. Ero a bere un caffè in viale Indipendenza, a 200 metri dalla stazione. Dai palazzi, io e un amico vedemmo il fumo avvolgere un pezzo di città». Tante volte nei libri di Macchiavelli la storia d’Italia incrocia la narrativa: «Ma non è una cosa che ho inventato io – spiega lo scrittore ottantacinquenne –. Anche Chandler ci raccontava gli USA della sua epoca, e lo faceva così bene che oggi se vogliamo conoscere la Los Angeles di quegli anni, è lui che andiamo a rileggere». Bologna – a differenza di Los Angeles – prima del 1977 sembrava un’isola felice. «Io invece iniziai a raccontare, a scoperchiare la pentola: la Bologna delle stragi, dei carri armati sotto le due torri, dell’ombra della P2». Raccontare la metà oscura della città felsinea, e in qualche caso anche anticiparne gli incubi. Nel 1978 Macchiavelli immagina e scrive una storia in cui si narra di una bomba in stazione. Anni dopo, racconta di un gruppo di assassini che uccide solo per il gusto di uccidere. Poco più tardi, le prime pagine dei quotidiani di tutto il paese iniziano a parlare della Banda della Uno bianca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

14 Gennaio 2020