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Roberto Costantini presenta "Una donna in guerra"

La nuova avventura di Aba Abate: l'autore dialoga con il caporedattore de 'La Provincia' Paolo Gualandris

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

09 Giugno 2021 - 14:58

CREMONA - Dopo “Una donna normale”, in “Una donna in guerra” ecco una nuova avventura di Aba Abate, nome in codice Ice: non è un’impiegata del ministero come pensano tutti (compreso suo marito e i suoi due figli), ma un funzionario dei servizi segreti italiani. A farla conoscere agli utenti del nostro sito è oggi il suo creatore, Roberto Costantini, una delle penne più efficaci e coinvolgenti del panorama del noir italiano, protagonista del nuovo appuntamento con questa rubrica. “Una donna in guerra” è la seconda avventura di Ice, personaggio che ha sostituito nel cuore dei moltissimi fan di Costantini il commissario Balistreri, la cui saga ha catalizzato centinaia di migliaia di lettori.

Ancora una volta ci porta nel deserto libico sulle tracce di terroristi, in un clima da spy story che lascia senza fiato tra inganni di sceicchi e generali (non solo quelli “nemici”) senza scrupoli.  Il presente di Aba-Ice è impregnato di tattiche e di tradimenti e sembra non avere vie d’uscita: è una sfida su ogni fronte, senza più complici. La donna normale si trova sola e in guerra, sotto controllo costante, sospettata e sospettosa. Ci sono dolori che feriscono l’animo, e l’inganno è uno di quelli.

“Problemi al lavoro, problemi a casa, problemi di coscienza si alternano e si affollano. E io sono al centro, origine e bersaglio, ora che tutto ciò che è stato pianificato accuratamente per anni si sta sgretolando. E non per un colpo avverso del destino. Semplicemente avevo poggiato le fondamenta della mia vita sulla sabbia e sull’acqua, l’avevo sempre saputo ma mi ero persuasa di essere più forte delle leggi fisiche”. Una donna in guerra è un gioco di spie e di ambiguità, di lealtà e di intelligence raffinato, raccontato su un doppio piano temporale, dove si alternano i fatti accaduti e i loro racconti, le dichiarazioni e le contraddizioni, le strategie studiate sui manuali del padre, ma soprattutto le leggi della propria coscienza. Sopraffatta dagli eventi, Aba-Ice fa del suo meglio, per compensare le falle, rimediare gli sbagli, risarcire i propri sensi di colpa. Lo sa anche lei che non basta una cena per riconquistare la famiglia, così come non basta rimpinzare il cane di biscotti drogati per alleviare il suo dolore: sono solo espedienti, antidoti contro la sofferenza e i rimorsi. Per Aba-Ice è arrivato il momento in cui ogni cosa è giustificata, in cui il confine tra dramma e commedia non esiste più, rimane solo il sarcasmo doloroso dei suoi pensieri. Nei panni di Ice, Aba non ha mai agito per convenienza, ma sempre per un suo ideale di giustizia: è quella la sua debolezza, e lì sta il suo errore. Perché una spia che sbaglia credendo di essere nel giusto è ancor più pericolosa di un traditore. Con questo sentimento, e con la consapevolezza del dolore inflitto a chi la ama, Aba-Ice si prepara a combattere la guerra più difficile.

L’incontro con Costantini è “veloce” , come imposto dai ritmi del web, ma non per questo meno ricco di contenuti e di suggestioni. Perchè se è l’autore a farlo, si può raccontare un libro in tre minuti. Una benefica pillole di cultura in un mondo in cui se ne respira sempre meno perché, parafrasando, Cesare Pavese, la letteratura è un antidoto contro le malattie della vita. 

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