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CALCIO SERIE A

Petardo allo Zini colpisce Audero: paura in campo e partita sospesa

'Bomba' esplode a un passo dal portiere: condanne unanimi dall'Inter e dalla Cremonese

Fabrizio Barbieri

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fbarbieri@laprovinciacr.it

01 Febbraio 2026 - 22:26

Petardo allo Zini colpisce Audero: paura in campo e partita sospesa

Audero a terra

CREMONA - Un episodio grave, da stigmatizzare senza se e senza ma, ha macchiato la ripresa della sfida dello Zini. Al 49', all'inizio del secondo tempo, un petardo lanciato dal settore occupato dai tifosi dell'Inter è esploso a pochi passi dal portiere grigiorosso Emil Audero, provocando attimi di autentico terrore. L'estremo difensore della Cremonese, ex nerazzurro e vice di Sommer nella stagione della seconda stella, è stato colpito alla gamba dalla bomba ed è crollato a terra visibilmente stordito, lamentando dolore soprattutto all'orecchio.

Immediato l'intervento dello staff medico grigiorosso, mentre sul terreno di gioco calava un silenzio carico di tensione. Audero è rimasto a lungo a terra, incapace persino di percepire le voci dei compagni accorsi in suo aiuto. «Non riusciva nemmeno a sentire chi gli parlava», hanno raccontato alcuni giocatori, rendendo ancora più chiara la pericolosità del gesto. Per alcuni minuti l'attenzione è stata tutta sulle condizioni del portiere, con la partita inevitabilmente sospesa. Dopo circa cinque minuti di interruzione, Audero, pur scosso, ha scelto di riprendere il suo posto tra i pali, dimostrando grande senso di responsabilità, professionalità e sportività. Una decisione accolta dagli applausi dello Zini, ma che non può e non deve attenuare la gravità di quanto accaduto.

Il gesto è stato condannato immediatamente anche dai vertici dell'Inter. Il presidente Giuseppe Marotta non ha usato mezzi termini: «È un atto insulso, una situazione che in tanti anni di carriera non avevo mai vissuto. Un gesto clamoroso per antisportività. So che le autorità stanno svolgendo le indagini del caso, potrebbe trattarsi di un episodio isolato, ma resta qualcosa di inaccettabile».

L'esplosione ha mobilitato anche i protagonisti in campo. Sotto il settore interessato si sono portati rapidamente Lautaro Martinez, Alessandro Bastoni e l'allenatore Cristian Chivu, che ha lasciato la panchina per invitare alla calma e manifestare apertamente la propria contrarietà. Proprio Alessandro Bastoni, cremonese e cresciuto con i colori grigiorossi nel cuore, ha voluto ribadire il concetto: «Ci siamo subito preoccupati per la salute di Emil. È stato un brutto episodio, uno di quelli che non devono succedere su un campo da calcio».

Molto scosso anche Davide Nicola, che ha vissuto attimi di grande paura in panchina. «Mi sono spaventato davvero, pensavo fosse stato colpito direttamente e stavo per entrare in campo. Per fortuna si è ripreso ed è rimasto in partita con grande sportività. Episodi del genere non dovrebbero esistere nel 2026: sono situazioni anacronistiche, fuori dal tempo e dallo sport».

Un episodio che lascia l'amaro in bocca e che impone una riflessione seria. Quanto accaduto allo Zini non può essere archiviato come una semplice intemperanza: è un gesto da condannare con fermezza, perché certi confini non possono e non devono essere superati.

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