L'ANALISI
29 Novembre 2025 - 23:26
Gregorio Allinei
MILANO - La Juvi Ferraroni incassa un’altra serata amara sul parquet milanese dell’Urania, in una gara che in chiave salvezza pesava eccome e che invece finisce per allungare a cinque la striscia di sconfitte consecutive degli oro-amaranto. Un ko (84-78) che brucia, perché ancora una volta arrivato dopo un buon avvio e dopo aver dato la sensazione, per almeno venti minuti, di poter indirizzare il match dalla propria parte. Ma poi è arrivato quel terzo quarto, semplicemente folle, che ha ribaltato tutto. Così come l’evidente forbice a rimbalzo (39-27).
Dopo un inizio convincente, con un 2-11 che aveva subito mostrato lo spirito giusto e una difesa capace di imbrigliare la manovra milanese, la Juvi sembrava in controllo. L’Urania faticava, sbagliava tanto, mentre i ragazzi di coach Bechi muovevano bene la palla e trovavano soluzioni efficaci. Poi, come troppo spesso accade ultimamente, il copione si è spezzato di colpo. Nel terzo periodo l’Urania ha infilato 32 punti, un parziale insostenibile che ha tolto certezze agli oroamaranto e ridato vita a una squadra che fino a quel momento era apparsa contratta.
D’Almeida e Taylor hanno iniziato a dominare fisicamente, trascinando Milano fino al 73-63 a sette minuti dall’ultima sirena. Un margine significativo, costruito sulle difficoltà juvine: difesa morbida, rotazioni in ritardo, attacco senza ritmo. E in queste condizioni sono bastati pochi possessi sbagliati per far riaffiorare i vecchi fantasmi, quelli che negli ultimi turni hanno spesso fatto deragliare la Juvi nella ripresa.
Garrett continua a faticare, lontano dalla brillantezza necessaria per accendere l’attacco. McConico, invece, ha alternato buone iniziative a momenti troppo confusionari, senza riuscire a dare continuità. Il risultato è stato un secondo tempo che ha ricalcato le uscite più recenti: squadra scarica, poco reattiva, incapace di opporsi quando l’avversario accelera. Così Rogic ha potuto affondare il colpo di grazia, segnando i canestri che hanno chiuso definitivamente la gara. Gli ultimi minuti sono serviti soltanto a un disperato – e poco produttivo – tentativo di rimonta.
Un vero peccato, perché la Juvi aveva iniziato con tutt’altro spirito e perché la classifica, ora, comincia davvero a farsi meno brillante in ottica salvezza. Servirà ritrovare fiducia, lucidità e soprattutto la durezza mentale capace di evitare quei blackout che stanno costando tantissimo. Per restare agganciati al treno della permanenza in categoria non c’è più molto margine d’errore.
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