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Dal Senegal con furore, la storia di Dime

Il pivot della Vanoli, dalle origini fino all'arrivo a Cremona

Giorgio Gandolfi

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20 Gennaio 2022 - 07:49

Da Senegal con furore, la storia di Dime

CREMONA - Dopo Destiny Agbamu e Ismael Sanogo, un terzo giocatore di origini africane è giunto da qualche settimana alla Vanoli Cremona, Malik Dime, nato a Dakar, la capitale del Senegal. Questo stato africano è una vera fucina di giocatori, soprattutto centri ed ali grandi, che giocano numerosi sia in Nba, che in Europa. Il lungo viaggio di Malik Dime per approdare a Cremona, è iniziato quando aveva 18 anni. La prima tappa è stata a Columbus nell’Ohio, dove viveva la madre, e dove ha frequentato la scuola media, per poi trasferirsi alla New Hope Christian Academy nel North Carolina. «Questa esperienza è stata importante per la mia crescita, sia come persona, che cestistica. Giocavamo infatti contro le squadre delle migliori scuole medie» racconta.
Una terza tappa è stata all’Indian Hills College, uno junior college, con corsi della durata di due anni, e dove giunse alla finale nazionale, per approdare infine alla Washington University, a Seattle. Sotto la guida di Lorenzo Romar, già giocatore per anni in Nba, con una breve apparizione anche alla Virtus Roma, Dime si mette in mostra a livello universitario. «Coach Romar è stato per me un mentore dal punto di vista tecnico, ma anche umano, perché si prende veramente cura dei giocatori, anche al di fuori del campo. Inoltre, a Washington ho potuto giocare accanto a giocatori che militano nell’Nba, come Markelle Fultz degli Orlando Magic, Matisse Thybulle dei Philadelphia 76ers, Dejounte Murray dei San Antonio Spurs e Marquese Chriss dei Dallas Mavericks».
Non scelto dalle squadre Nba, fa una breve comparsa nei Northern Arizona Suns, squadra satellite dei Phoenix Suns della Nba, ma questa esperienza è stata per lui negativa, come ha raccontato, sotto il profilo tecnico ed umano. Inizia il suo percorso cestistico professionistico prima in Bosnia, a seguire in Finlandia, Bulgaria, Venezuela, Ucraina, Grecia, Spagna, Israele ed infine in Italia. «Giocare in Spagna ad Andorra, è stata la miglior esperienza. Mi sono trovato in un grande e organizzato campionato, confrontandomi con squadre spagnole, che giocano anche in Eurolega, come Real Madrid, Barcellona e Baskonia, come anche ho fatto un’esperienza europea disputando l’EuroCup».
L’ultima sua tappa in Israele al Maccabi Rishon LeZion, prima di giungere alla Vanoli, non è stata facile, perché, come ha raccontato Dime, cambiano i giocatori e gli allenatori di frequente e non c’è una continuità e possibilità di crescere. L’essere passato in pochi anni attraverso diversi paesi e realtà cestistiche, non lo ha però mai messo in difficoltà: «Quando giunsi negli Stati Uniti parlavo già bene l’inglese, l’adattarmi al cibo nei vari paesi non è stato un problema, e ancor più in Italia, perché adoro la pasta e la pizza. L’unico aspetto che mi è sempre mancato il clima caldo del Senegal. Per quanto riguarda la Vanoli, pur in un momento difficile, dobbiamo continuare a stare uniti, giocare di squadra e con grande energia e grinta».
E detto da un giocatore che ha affrontato in vari paesi diverse esperienze, anche negative, è un messaggio chiaro e propositivo.

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