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Venerdì 06 Dicembre 2019

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Piadena

Il nuovo museo riempie la piazza

Eccezionale afflusso per l'inaugurazione della sede delle collezioni archeologiche

Il nuovo museo riempie la piazza

Il taglio del nastro

 

Prima del taglio del nastro, la struttura è stata presentata in sala consiliare. Il vicesindaco Gianfranco Cavenaghi (presenti anche gli assessori Annunciata Camisani, Luciano Di Cesare e Silvano Rosati) ha ricordato che «il percorso, difficoltoso, è iniziato nel 2009. Un pensiero a chi lo ha attivato, a partire dalla professoressa Malanca, che acquistò l’immobile, all’amministrazione comunale attuale che ha reso operativi gli accordi con la Fondazione Vacchelli, all’ex sindaco Bruno Tosatto (presente in sala la moglie, nda) che fece di questa opera un dogma. Un grazie anche al Gal Oglio Po per il suo contributo e ai volontari del museo». Il consigliere regionale Carlo Malvezzi si è complimentato: «La scelta di investire in cultura è importante. Di musei come quello di Piadena ce ne sono pochi anche nelle grandi città e la popolazione deve esserne fiera». L’assessore provinciale alla Cultura Chiara Capelletti ha detto che «la scelta di investire in cultura oggi ha del miracoloso, vista l’esiguità dei fondi a disposizione. E’ importante sottolineare che i musei non sono luoghi dove si accumula della polvere, ma hanno un valore di appartenenza». Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio Po (che ha concesso 80mila euro di contributi per gli arredi) si è detto commosso: «Torno con la mente a quando Bruno mi diede, senza farmi pagare l’affitto, la sede del Gal. Penso a quanti, come Romeo Pasquali, Paolo Nicola, Amarilli Corghi, si sono impegnati per l’archeologia. Mi auguro che si riesca a legare, con orari compatibili, tutte le realtà culturali della zona». Cristina Longhi, della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, ha portato i saluti del Soprintendente: «E’ un momento di grande soddisfazione, per noi e per l’amministrazione, che ha un museo così bello, con una comunicazione accattivante». Sul tema della comunicazione ha insistito il conservatore Marco Baioni: «Abbiamo cercato di fare un museo che parlasse a tutti i pubblici possibili. Grazie a quanti hanno collaborato e agli architetti Perin, Manfredi e Mariani». Il museografo Andrea Perin ha auspicato che «nessuno noti l’allestimento. Abbiamo costruito un ambiente che deve scomparire, perché i reperti suscitino piacevolezza ed emozione». Poi il taglio del nastro, la benedizione di don Giuseppe Manzoni e la visita, conclusa dal rinfresco offerto dalla famiglia Ceresini del ristorante Satén.
PIADENA — Difficile vedere così tanta gente per una occasione pubblica a Piadena. A riuscire nell’impresa, oggi pomeriggio (sabato 22 febbraio), dopo le 16 e 30, è stata l’inaugurazione del nuovo museo archeologico Platina. Una realizzazione che, per livelli di accuratezza, innovazione e capacità comunicativa, ha suscitato commenti molto positivi. E già da  domani, domenica 23 febbraio, a partire dalle 15, sarà aperto alle visite. L’intenzione è di tenerlo aperto, d’ora in poi, ogni domenica pomeriggio.  

 

Prima del taglio del nastro, la struttura è stata presentata in sala consiliare. Sono intervenuti il vicesindaco Gianfranco Cavenaghi (presenti anche gli assessori Annunciata Camisani, Luciano Di Cesare e Silvano Rosati), il consigliere regionale Carlo Malvezzi, l’assessore provinciale alla Cultura Chiara Capelletti, Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio Po, Cristina Longhi, della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, il conservatore Marco Baioni, il museografo Andrea Perin. Poi il taglio del nastro, la benedizione di don Giuseppe Manzoni e la visita, conclusa dal rinfresco offerto dalla famiglia Ceresini del ristorante Satén.

Leggi di più su La Provincia in edicola domenica 23 febbraio

22 Febbraio 2014