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Lunedì 09 Dicembre 2019

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Casalmaggiore

Marco Olmo, il corridore 'estremo', si racconta

In auditorium Santa Croce l'affascinante percorso di vita del 66enne campione dell'ultratrail

Marco Olmo, il corridore 'estremo', si racconta

Il pubblico in auditorium (foto Osti)

CASALMAGGIORE — «Perché la corsa? Perché è uno sport individuale, non è costoso, è libero, nessuno ti impone niente. Io non ho mai avuto preparatori. Un capo lo avevo già sul lavoro e mi bastava». 

Così, sabato pomeriggio, Marco Olmo, classe 1948, mitico campione dell’ultratrail (fino a centinaia di chilometri di corsa sui terreni più impervi, nel deserto come in alta montagna), si è raccontato, rispondendo alle domande di Marco Bazzani de ‘La Provincia’ nell’auditorium Santa Croce, per la presentazione del libro da lui scritto con Gaia De Pascale (ieri impossibilitata ad essere presente) ‘Il corridore. Storia di una vita riscattata dallo sport’. Un grande sportivo che questa mattina, partendo da Sacca di Colorno per arrivare a Casalmaggiore, prenderà parte all’Eridano Adventure.

Il saluto iniziale è stato dato dal sindaco Claudio Silla, dal vicepresidente della Provincia Filippo Bongiovanni e dal sindaco di Martignana Po Alessandro Gozzi.

Poi la chiacchierata con Olmo, che ha iniziato a 27 anni, dopo un inizio nel motociclismo: «Allora ero considerato lo ‘scemo’ del villaggio, perché chi aveva tempo libero magari faceva il doppio turno di lavoro». La considerazione è poi cambiata quando sono arrivati i primi risultati e le apparizioni in tv. Forte il rapporto con la natura, il deserto e la montagna: «Sono belli e ostili, non si devono sfidare». Il dialogo ha poi affrontato molti altri aspetti, prima della consegna di una targa al campione da parte dei tre Comuni. 

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08 Febbraio 2014