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Lunedì 23 Settembre 2019

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Casalmaggiore

Città Slow, è fatta

Il capoluogo casalese farà parte del circuito internazionale. Lo annuncia l'associazione organizzatrice della festa della zucca

Città Slow, è fatta

CASALMAGGIORE - "Dopo aver ottenuto il consenso dal direttore del circuito e ricevuto gli incartamenti necessari, da CittàSlow, siamo in attesa della delibera di giunta per fine settimana. Casalmaggiore sarà nel circuito internazionale CittàSlow". A dare l'annuncio è l'associazione Amici di Casalmaggiore.


Il Movimento Cittaslow è nato nel 1999 dall'intuizione di Paolo Saturnini, allora Sindaco di Greve in Chianti, fatta propria dai Sindaci delle città di Bra, Francesco Guida, di Orvieto, Stefano Cimicchi e di Positano, Domenico Marrone, e accolta da Carlin Petrini, Presidente e fondatore di Slow Food.

L'obiettivo era ed è quello di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell'ecogastronomia alla pratica del vivere quotidiano.

I Comuni che aderiscono all'associazione sono:

  • animati da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l'uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni;
  • rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina;
  • ricchi di affascinanti tradizioni artigiane, di preziose opere d'arte, di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati;
  • caratterizzati della spontaneità dei riti religiosi, dal rispetto delle tradizioni, dalla gioia di un lento e quieto vivere.

Nei primi dieci anni di vita l'Associazione Cittaslow si è diffusa "slowly" in 19 paesi del mondo, raggiungendo le 130 città associate.

I principi cardine sono la difesa e la messa in valore dell' "identità" locale, scevra da ogni localismo ma proiettata verso il futuro di qualità e giustizia sociale, e la promozione della "sostenibilità" attraverso un modello di sviluppo economico e sociale che tenga in massimo conto l'alleanza tra generazioni, e la difesa della biodiversità ambientale e culturale dei diversi territori. Traducendo giorno per giorno questi concetti negli atti amministrativi e gestionali delle singole città, gli amministratori e i cittadini delle Cittaslow partecipano di un più vasto movimento di comunità che dal territorio indicano una strada possibile, fatta di centinaia e centinaia di progetti e applicazioni concrete già sperimentate nelle città, per un futuro di qualità più slow ma non per questo meno moderno.


29 Gennaio 2014