il network

Sabato 07 Dicembre 2019

Altre notizie da questa sezione


OPERAZIONE 'CERALACCA 2'

Corruzione negli appalti, sequestrata azienda di Dosolo

Funzionari e dipendenti pubblici comunicavano in anticipo ad alcuni imprenditori di Gioia Tauro le offerte dei concorrenti presentate per appalti della Sorical e di altri enti. È quanto emerge dalle indagini della GdF di Reggio Calabria che ha messo agli arresti domiciliari 16 persone e sequestrato 12 società per un valore di 40 milioni di euro

Corruzione negli appalti, sequestrata azienda di Dosolo

La Procura di Reggio Calabria

DOSOLO - C'è anche l'azienda Gsc di Dosolo tra quelle poste sotto sequestro al termine dell'operazione 'Ceralacca 2' della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Federico Cafiero De Raho e dal sostituto Matteo Centini, ha fatto luce su quello che gli inquirenti chiamano il “sistema Bagalà”, dal nome degli imprenditori Giuseppe e Carmelo Bagalà di Gioia Tauro, già arrestati nel marzo 2012 quando gli uomini del colonnello Domenico Napolitano riuscirono a trovare anche l’elenco dei funzionari e pubblici dipendenti a libro paga. Anche nei loro confronti, il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Si tratta dei dipendenti della Sorical Pietro Salvatore Teti, Michele De Siena, Giulio Ricciuto e Giuseppe Riccio. Sono loro che, stando alla ricostruzione fatta dalle Fiamme Gialle, si sarebbero intascati le mazzette necessarie ai Bagalà per truccare gli appalti. In pratica funzionari e dipendenti pubblici comunicavano in anticipo ad un gruppo di imprenditori di Gioia Tauro le offerte dei concorrenti presentate per l'assegnazione degli appalti della Sorical e di altri enti.

Le 16 persone arrestate sono: Francesco Bagalà, di 29 anni, di Gioia Tauro; Luca Vescio (34), di Lamezia Terme; Massimo Siciliano (44), di Catanzaro; Isidoro Gagliardi (45), di Crucoli; Luigi Cosentino (46), di Cosenza; Giuseppe Riccio (48), di Crotone; Giulio Ricciuto (44), di Pizzo; Pietro Salvatore Teti (50), di Soverato; Michele De Siena Clericuzio (53), di Catanzaro; Francesco Cianflone (60), di Serrastretta; Andrea Romano (47), di Antonimina; Nicola Pelle (32), di Locri; Beniamino Murdaca (34), di Locri; Marianna Montirosso (49), nata in Svizzera; Mariarosaria Barranca (46), di Melito Porto Salvo, e Francesco Mingodaro (52), di Parghelia.

Le aziende sequestrate, insieme al loro patrimonio aziendale, sono la Condotte srl, con sede a Serrastretta; la Gsc (Dosolo); la Icop (Antonimina); la Picem di Luca Vescio (Serrastretta); la Edra Ambiente (Senigallia, Ancona); la Capillupi Enzo srl (Curtatone); la Adige Strade srl (Trevenzuolo-Verona); la Astarte srl (Locri); l'impresa individuale di cui è titolare Isidoro Gagliardi, che è un ingegnere; la Costruzioni srl (Amato); la Stemag srl e la ditta individuale di cui è titolare Franco Santagada, di 49 anni, di Cosenza. L'imprenditore nei confronti del quale è stata disposta l'interdizione dall'attività è Franco Santagada.

21 Gennaio 2014