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Sabato 07 Dicembre 2019

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Spineda

Foedus, "esempio virtuoso" di aggregazione tra Comuni

Visita della commissione Affari Istituzionali della Provincia. Polemica tra Giampaolo Dusi e Massimo Araldi

Foedus, "esempio virtuoso" di aggregazione tra Comuni

La riunione di mercoledì mattina in sala consiliare

SPINEDA — Di strada da percorrere ce n’è ancora, ma Foedus  — l’Unione dei Comuni di Spineda, Casteldidone, Rivarolo del Re e Rivarolo Mantovano — rappresenta un esempio virtuoso di aggregazione di servizi. Non a caso ieri mattina la commissione Affari Istituzionali della Provincia, presieduta da Giuseppe Trespidi, è venuta nella sala consiliare a ‘studiare’ questo esempio. 

Nell’occasione si è aperto un dibattito, fra l’altro con uno scambio di opinioni piuttosto acceso tra Giampaolo Dusi e Massimo Araldi (il primo ha accusato Casalmaggiore di non aver fatto nulla per aggregare altri Comuni, il secondo ha risposto per le rime ricordando ad esempio di aver dato il via alla Casalasca servizi, all’ospedale Oglio Po, alla gestione dell’acqua). «Mi auguro — ha osservato Trespidi aprendo l’incontro, al quale hanno preso parte anche amministratori della zona — che questa esperienza faccia da apripista per altre amministrazioni». 

Davide Caleffi, sindaco di Spineda e vicepresidente di Foedus, ha illustrato il cammino percorso: «Siamo 4 Comuni, tre cremonesi e uno mantovano, con 7 campanili, ognuno con la propria identità, per 6000 abitanti. Abbiamo trasferito all’Unione l’organizzazione generale, l’edilizia scolastica, la pianificazione della protezione civile, la polizia locale, l’ufficio tecnico, i servizi pubblici come i trasporti.Ogni cittadino può chiedere un certificato in ognuno dei Comuni. Non è stato facile. A volte abbiamo fatto come i gamberi, ma a volte serve fare anche due passi indietro per condividere un percorso. Ognuno ci ha rimesso qualcosa, ma abbiamo guadagnato molto di più». 

Giuseppe Torchio ha osservato che «non vedendo l’azione di perno e di coagulo da parte di Comuni quali Casalmaggiore, Viadana, Sabbioneta e Bozzolo, l’aggregazione è partita dal basso. L’operazione funziona se ci sono risultati concreti per i cittadini». Le domande sono: «Costa meno la tassa rifiuti, il personale è organizzato meglio? Penso che anche nella prospettiva elettorale deve essere previsto un impegno a continuare in questa operazione». 

Il vicepresidente della Provincia Filippo Bongiovanni ha parlato del progetto delle «11 grandi aggregazioni» in ambito provinciale, osservando che «l’unione è una soluzione perché, fra l’altro, non è soggetta al patto di stabilità». Giovanni Biondi ha sottolineato come Foedus sia «il gol della bandiera» in un quadro da «sconfitta sonora». Il riferimento è ad esempio «a Soresina, che aveva una aggregazione di 10 Comuni con 20mila abitanti». Per Araldi «l’unica funzione dei piccoli Comuni è quella di scomparire». Necessario «avere un disegno più alto» delle Unioni come Foedus. 

Dusi ha parlato del ruolo della Provincia, sottolineando come la sua eliminazione provocherà inevitabili guasti. Il sindaco di Casteldidone Mario Gualazzi ha difeso l’istituto dell’Unione: «Per i nostri cittadini è aumentata la qualità dei servizi e si è consentita la sopravvivenza dei campanili». 

Da Caleffi una difesa convinta dell’Unione: «Pensiamo ai fattori positivi, ai risparmi. Noi passeremo da 100mila euro a 15mila per l’illuminazione, da 110mila per la manutenzione dei sistemi informatici a 35mila. E abbiamo ricevuto 350-400mila euro a fondo perduto dalla Regione su nostri progetti».

15 Gennaio 2014