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Mercoledì 19 Giugno 2019

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Casalmaggiore

Rifiuti, 'mini discariche' crescono

Sacchi abbandonati in quasi tutta la città. I cittadini preoccupati. In vista una ulteriore campagna informativa, controlli e multe. Ma non mancano le polemiche

Rifiuti, 'mini discariche' crescono

CASALMAGGIORE — Gli ‘effetti collaterali’ del nuovo sistema di raccolta della frazione secca dei rifiuti, con l’uso dei contenitori microchippati, stanno facendo parlare tutta Casalmaggiore. I mucchi di sacchi (neri o no) abbandonati su marciapiedi, in vicoli, slarghi — ma anche nei fossi e lungo l’argine — aumentano di dimensione giorno dopo giorno. Un’occhiata anche sommaria al contenuto dei sacchi, ormai in più di un caso aperti, fa capire che a chi li ha abbandonati manca non solo la volontà di seguire le nuove regole, ma anche di differenziare i rifiuti. Dentro c’è non solo il ‘secco’, ma di tutto: dall’umido alla plastica, dalle lattine al vetro.

Il fenomeno era stato preventivato — dunque era in qualche modo atteso da Comune e Casalasca Servizi Spa — ma i ‘cittadini’ virtuosi stanno cominciando a preoccuparsi e a lamentarsi. Sul ‘listone’, nei bar, nei negozi, ma anche nella ‘piazza virtuale’ deisocial network, il dibattito è aperto e accanito. E proprio ieri sera si è tenuta una riunione tra Comune, polizia locale, guardie ecologiche volontarie e Casalasca Spa per studiare come affrontare la situazione. 
In vista c’è una campagna informativa supplementare, dopo gli articoli di giornale, le lettere alle famiglie, il ‘porta a porta’ di mediatori culturali di lingua araba e indiana, le telefonate e gli incontri nelle frazioni delle settimane scorse (è a disposizione per le informazioni anche un numero verde: 800-550797). Ma soprattutto, dopo un primo periodo di ‘tolleranza’ — il sistema è a regime dal 1 gennaio, prima ci sono stati  due mesi di sperimentazione — si incrementeranno i controlli e si provvederà a multare i trasgressori, come peraltro avvertono gli adesivi gialli che gli addetti di Casalasca appiccicano sui sacchi abbandonati: se ne trovano, ormai, quasi a ogni angolo di strada. Ci si augura, naturalmente, che anche la spazzatura accumulata prima o poi venga ritirata.
C’è chi rifiuta l’uso del bidone ‘nominativo’ con il chip, chi se ne frega e chi forse pensa di pagare meno evitando il conteggio degli svuotamenti dei contenitori. Eppure Casalasca Spa era stata chiara: «Essendo i conferimenti nominativi, partiranno dei richiami, e poi le multe, in caso di troppi mancati conferimenti rispetto alla media standard». Se un utente dovesse allontanarsi da casa per qualche mese, basta che avverta la società. 
Può anche darsi che a qualcuno un solo contenitore per il secco non basti. Anche in questo caso, però, basta chiedere a Casalasca  ulteriori bidoncini: questi ultimi, inoltre, già da dicembre si possono svuotare anche alla piazzola ecologica di via Del Porto. Chi avesse necessità di svuotarli prima della raccolta settimanale ha anche questa possibilità. 
Altro fronte aperto è quello del conferimento nel ‘secco’ di pannolini per neonati e pannoloni per anziani e disabili. Si è in attesa dei risultati della verifica a campione per controllare quale volumetria viene prodotta dagli anziani ‘fruitori di presidi per l’incontinenza’. In base a quei risultati la giunta comunale deciderà quale ‘sconto’ applicare — attraverso l’apposito regolamento — a chi ha queste necessità. Sconto che dovrebbe tradursi nell’abbuono di un certo numero di svuotamenti del contenitori (questo è uno dei casi in cui, su richiesta, ne viene consegnato più di uno). Il dibattito si è acceso perché l’entità degli sgravi non è ancora nota, nonostante l’amministrazione si sia impegnata in più occasioni a concederli.  Il sindaco Claudio Silla ha risposto a muso duro agli attacchi piovuti su facebook. Francesca Isidori, una degli autori degli interventi più critici, replica: «Io non sono un ‘solito noto’, ma uso nome e cognome e sono disponibile a qualsiasi confronto. Se il sindaco, che dovrebbe rappresentare tutti, non accetta critiche forse dovrebbe cambiare mestiere. A me risulta di un accordo per non far pagare per sei mesi i fruitori di presidi per l’incontinenza, ma poi non si è più saputo nulla. Chi aveva la ‘partecipazione dei cittadini’ nel programma elettorale avrebbe dovuto tenere molte più assemblee e far partire il nuovo sistema con le idee più chiare».
Il fenomeno era stato preventivato — dunque era in qualche modo atteso da Comune e Casalasca Servizi Spa — ma i ‘cittadini’ virtuosi stanno cominciando a preoccuparsi e a lamentarsi. Sul ‘listone’, nei bar, nei negozi, ma anche nella ‘piazza virtuale’ deisocial network, il dibattito è aperto e accanito. In vista c’è una campagna informativa supplementare, dopo gli articoli di giornale, le lettere alle famiglie, il ‘porta a porta’ di mediatori culturali di lingua araba e indiana, le telefonate e gli incontri nelle frazioni delle settimane scorse (è a disposizione per le informazioni anche un numero verde: 800-550797). 

Ma soprattutto, dopo un primo periodo di ‘tolleranza’ — il sistema è a regime dal 1 gennaio, prima ci sono stati  due mesi di sperimentazione — si incrementeranno i controlli e si provvederà a multare i trasgressori, come peraltro avvertono gli adesivi gialli che gli addetti di Casalasca appiccicano sui sacchi abbandonati: se ne trovano, ormai, quasi a ogni angolo di strada. 

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15 Gennaio 2014