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Sabato 07 Dicembre 2019

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RIVAROLO MANTOVANO

In duecento per lo show su San Giovanni Bosco

La settimana diocesana dell'educazione è partita con lo spettacolo sul fondatore degli oratori

In duecento per lo show su San Giovanni Bosco

Un momento dello spettacolo di Rivarolo Mantovano

RIVAROLO MANTOVANO – E' ancora possibile, dopo quasi duecento anni dalla sua nascita, parlare di don Bosco in maniera moderna e accattivante, usando un linguaggio adatto ad un adolescente del 2014? Sembra proprio di sì a giudicare dalle facce contente degli oltre 200 giovani che hanno assistito, domenica 12 gennaio, nell'imponente salone polifunzionale dell'oratorio di Rivarolo Mantovano, allo spettatolo "La forza di un sorriso". Messo in scena da Giampiero Perone, volto noto di Zelig e Colorado, e da Marco Anzovino, affermato cantautore, lo show si concentra, come dice il titolo, su un aspetto specifico della personalità di don Bosco, il suo sorriso, cioè la sua grande positività e quell'ottimismo visionario che gli permisero, in tempi non facili, di realizzare un importante progetto a favore dei giovani e, in particolare, di coloro che avevano più bisogno di aiuto: i dimenticati, gli esclusi, gli ultimi. L'iniziativa, promossa dall'ufficio di pastorale giovanile diretto da don Paolo Arienti, ha aperto ufficialmente la «Settimana dell'educazione» che quest'anno, eccezionalmente, tra eventi in diocesi e nelle singole parrocchie, si protrarrà fino al 5 febbraio quando a Caravaggio e Cremona giungeranno proprio le reliquie di San Giovanni Bosco. 

Grazie a un percorso composto da musica, parole e video, i due artisti hanno guidato il pubblico attraverso un viaggio nella personalità del santo, cercando di sottolineare, a volte anche in maniera ironica, la grandezza della sua opera. Nella prima parte dello spettacolo è stata raccontata e attualizzata la vita non facile di Giovanni, dall'infanzia segnata da lutti e dolori, alla giovinezza caratterizzata da quel sogno che lo spinse ad andare in mezzo ai ragazzi. Perone ha strappato più di un sorriso quando ha ironizzato su certi luoghi comuni degli oratori: dal dover far giocare tutti, alla contrapposizione maschi e femmine fino a quelle interminabili partite di calcio che servivano a calmare gli «ormoni». Particolarmente azzeccate certe stoccate sulla cultura attuale, così ossessionata dalla comunicazione e così poco comunicativa, troppo piegata alla dittatura dell'apparenza e del successo a tutti i costi.

In poco meno di mezz'ora, Perone, supportato da alcune intense canzoni di Anzovino, ha delineato la figura di don Bosco, ma soprattutto il suo amore per i giovani e il suo desiderio che tutti avessero una vita piena e autentica.

Con la stessa leggerenza, nella seconda parte dello spettacolo, il comico torinese ha illustrato i vari tipi di sorriso esistenti scivolando verso la parte finale dello spettacolo su una storia vera, una storia di periferia, con protagonista un giovanissimo, Ricky, che spinto dall'esempio dell'allenatore Gianni e dall'amore della fidanzata Viola, si ribella al branco che lo spinge a compiere atti illeciti. Nell'impegno del suo allenatore si intravede quello di Giovanni Bosco che visse la sua esistenza riscattando vite ai margini. Con la forza di un sorriso.

«In un mare di squali e di pesci tutti uguali», allora, può sbucare dal pelo dell'acqua «un pesce volante», che ha dispetto della sua natura, può anche spiccare il volo verso orizzonti infiniti.

A conclusione dello spettacolo, sigillato dai ringraziamenti di don Paolo Arienti, anche un sms un po' speciale giunto direttamente dal Paradiso. Un ultimo invito ai giovani dal loro patrono: «Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in Cielo».

13 Gennaio 2014