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Mercoledì 19 Giugno 2019

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Scandolara Ravara

Federico Fattinger incanta 250 alunni

Il 23enne, secondo classificato a 'Italia's Got Talent 2010', ha risposto alle domande dei ragazzi e ha cantato dal vivo

Federico Fattinger incanta 250 alunni

Federico Fattinger

SCANDOLARA RAVARA — Attentissimi ed entusiasti i 250 ragazzi delle scuole medie di Gussola e di Cingia de’ Botti che hanno riempito la sala polivalente per seguire lo spettacolo organizzato nell’ambito di ‘Bibliocafè,ricomincio dai libri’, a cura delle Biblioteche di Municipia (Scandolara Ravara e Motta Baluffi, con Cingia de’ Botti dal 2014), Martignana Po, Gussola e Torricella del Pizzo e della Cooperativa L’Umana Avventura di Cremona. 

Grandissimo interesse ha riscosso la presenza di Federico Fattinger, 23enne cantautore e musicista che si è messo in luce arrivando secondo a ‘Italia’s Got Talent 2010’. «L’obbiettivo di questa iniziativa — ha spiegato Velleda Rivaroli, assessore alla Cultura di Scandolara — è quello di promuovere la biblioteca come luogo di aggregazione e si è cercato in questo caso di trovare una formula che potesse catturare l’attenzione e assecondare i gusti dei ragazzi, anche per far capire loro l’importanza di fare musica, di studiare, di applicarsi, di cimentarsi nelle varie forme espressive. Abbiamo cercato di dare spazio alle domande dei ragazzi, oltre a quelle poste dalle bibliotecarie Sara Aschieri e Marta Meli.

Grande attenzione ha riscosso la presenza di Fattinger, che ha spiegato come la musica per lui sia fondamentale: «Ho partecipato a Italia’s Got Talent’ per vincere le mie paure. Più che vincere mi interessava far vedere che con la musica si può far viaggiare con la mente le persone. Ci sono state anche altre esperienze da cui è nato il libro ‘Perché (io) credo - L'avventura della vita non avrà mai fine’ (Piemme)». Federico, accompagnandosi alla tastiera, ha poi eseguito dal vivo (benissimo) il brano ‘Dieci’. Calorosissimi gli applausi. Alla domanda sull’utilità dei talent show ha poi risposto: «Sono un mezzo per farsi conoscere. Chi vi partecipa non deve pensare di essere un artista arrivato. Servono più che altro a chi li produce per fare soldi». 

26 Dicembre 2013