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Sabato 07 Dicembre 2019

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Viadana

'Se urli ancora ti sparo in testa'

Il drammatico racconto dell'estetista rapinata martedì mattina da uno sconosciuto mascherato con passamontagna e armato di pistola

'Se urli ancora ti sparo in testa'

VIADANA — «Me lo sono trovata davanti all’improvviso, mi ha minacciata con una pistola e io mi sono messa ad urlare; al che mi ha detto ‘se urli ancora ti sparo in testa’ e mi ha rinchiusa nello sgabuzzino. Ero paralizzata dalla paura e per un po’ non ho fatto niente, poi con un pezzo di legno ho battuto contro il muro e sono venuti a liberarmi. È un’esperienza che non auguro a nessuno e in 26 anni per fortuna non mi era mai successa. Non so dire se l’arma fosse vera o finta, io so che ce l’avevo davanti alla faccia».

Questo il racconto di Daniela, titolare del centro estetico ‘Les Nouvelles Esthetiques’ che si trova al civico 20 di viale Kennedy dove martedì mattina si è verificata la rapina a mano armata.Il bottino (denaro contante contenuto nella borsetta e un personal computer portatile) si aggira attorno ai 2500 euro, parzialmente coperto da assicurazione. Tutto è successo a metà mattina quando nel centro estetico, che si trova al secondo piano di una palazzina che ospita anche appartamenti e altre attività, c’era solo la titolare.Erano circa le 10.15. Un uomo, che secondo le prime indiscrezioni dovrebbe essere di nazionalità italiana, è entrato nel negozio con il viso travisato da un passamontagna nero e, pistola in pugno, ha minacciato la donna intimandole di consegnarle il denaro. Sono stati attimi di puro terrore e, sotto la minaccia dell’arma, la donna ha eseguito quanto chiesto consegnando il denaro della cassa. Subito dopo il malvivente si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce nelle vie limitrofe.A liberare l’estetista sono stati gli impiegati dell’ufficio a fianco. 

«Abbiamo sentito le urla della donna —  hanno spiegato — che chiedeva aiuto, pensavamo si fosse fatta male magari cadendo. Quando siamo entrati invece la sua voce proveniva dallo sgabuzzino».Rimane da capire come l’uomo sia riuscito ad entrare nello stabile visto che la porta d’ingresso al piano terra è chiusa e per farsi aprire occorre citofonare. Il rapinatore potrebbe avere aspettato l’uscita di qualche persona ed essere entrato di soppiatto prima della chiusura della porta. Fa impressione anche la spavalderia del delinquente che è salito fin al secondo piano e nel darsi alla fuga ha percorso le due rampe di scale senza fare troppo rumore e senza attirare attenzione su di sé. Le persone che gestiscono le altre attività commerciali, infatti, non si sono accorte di nulla. «Abbiamo saputo della rapina — dicono dal mobilificio Alai e dallo studio dell’ingegner Gozzi — solo quando sono giunti i carabinieri».

Le ricerche sono state attivate immediatamente ma non hanno consentito di rintracciare il malvivente. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita. Sull’ennesimo fatto di cronaca nera del territorio indagano i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Viadana. Lo stabile non è dotato di telecamere e gli investigatori devono partire dall’identikit fornito dalla commerciante in sede di denuncia del fatto.Nonostante lo spavento e la brutta esperienza il centro estetico già nel pomeriggio era aperto al pubblico.

11 Dicembre 2013