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Giovedì 20 Giugno 2019

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Casalmaggiore - Riorganizzazione ospedale Oglio Po

'Sanità, pronti a mobilitarci'

Polemiche sull'attuazione del Piano organizzativo dell'azienda ospedaliera. Giuseppe Torchio all'attacco: "Dove sono finite le promesse?"

'Sanità, pronti a mobilitarci'

Giuseppe Torchio

CASALMAGGIORE — Dopo qualche giorno di riflessione, è il consigliere provinciale di minoranza Giuseppe Torchio, presidente del Gal Oglio Po e consigliere provinciale, a dare fiato alle trombe nei confronti dell’attuazione del piano di organizzazione dell’azienda ospedaliera di Cremona, in vigore dal 1 gennaio 2014, con il quale perderanno autonomia — per finire alle dipendenze dei reparti di Cremona — l’Ortopedia, la Pediatria e il Laboratorio di analisi dell’Oglio Po. 

«Con grande rispetto istituzionale, devo dire che qui si è riscaldata e scodellata la stessa minestra che, con dichiarazioni altisonanti, era stata ‘congelata’ la scorsa primavera. Insomma, ci vediamo riproposto lo stesso Poa. Questo cosa vuol dire? Proprio non era possibile modificarlo? Capisco che il piano nella sua generalità dovesse essere attuato, ma perchè lasciare anche le parti più sensibili relative all’Oglio Po, per le quali qualcuno aveva fatto delle promesse? Io sono come San Tommaso, credo a quello che vedo, e ciò che vedo oggi, ciò che è agli atti, non mi piace». 

Torchio allarga il discorso: «Se sono vere le ipotesi del presidente della commissione Sanità della Regione Rizzi, che prevede l’accorpamento delle aziende di Cremona e Mantova, a maggior ragione l’Oglio Po diventerebbe strategico: perché trascurare le terre di mezzo? Tra l’altro, per la Regione Lombardia, in quanto virtuosa in tema di bilancio della Sanità, Roma ha sbloccato un miliardo e mezzo di euro: perché, dunque, continuare a sforbiciare? 

Penso che il territorio casalasco-viadanese debba tenersi pronto a mobilitarsi per l’ennesima volta per difendere il suo ospedale per acuti». 

Infine, un’ultima riflessione: «Attenzione anche a certe iniziative private che in un bacino come il nostro entrano in conflitto frontale con l’Oglio Po, rischiando di farci restare tutti in mutande». Il riferimento è alla cosiddetta cittadella della salute a Viadana, il cui progetto approderà in consiglio comunale il prossimo 17 dicembre: si dice, e questo è fonte di preoccupazione, che la nuova struttura sarà dotata anche di risonanza magnetica. 

Adesso si guarda alla Consulta territoriale della sanità, prevista per venerdì, nella quale il consigliere regionale Carlo Malvezzi presenterà le  linee di riordino della rete ospedaliera in Lombardia. Per quanto riguarda Casalmaggiore parteciperanno all’incontro il vicesindaco Luigi Borghesi e l’assessore ai Servizi sociali Pierluigi Pasotto. La posizione sarà la difesa del presidio casalasco-viadanese come ospedale per acuti contro l’ipotesi ospedale di territorio (i codiddetti ‘country hospital’). I 180 posti letto dell’Oglio Po dovrebbero metterlo al riparo da sorprese, ma non si sa mai.

09 Dicembre 2013