il network

Sabato 07 Dicembre 2019

Altre notizie da questa sezione


PIADENA

Gli amici salutano Tiziano

Celebrati lunedì mattina i funerali del 54enne di Rivarolo Mantovano ucciso con due colpi di pistola martedì 19 novembre a Bedizzole

Gli amici salutano Tiziano

Il feretro in chiesa (foto Osti)

PIADENA - Si sono celebrati lunedì mattina nella chiesa di Santa Maria Assunta i funerali di Tiziano Stabile, il piadenese 54enne, residente a Rivarolo Mantovano, ucciso con due colpi di pistola la sera di martedì 19 novembre a Bedizzole (Brescia). Ad officiare la cerimonia i parroci di Piadena e Rivrolo don Giuseppe Manzoni e don Luigi Carrai. Al termine la sepoltura nel cimitero di Vho.  

«Il Signore non caccia nessuno dal suo volto. Ha pensato un disegno di amore per ogni persona», ha detto don Giuseppe nella sua omelia, sottolineando il valore della misericordia divina.

Leggi di più sul giornale in edicola martedì 4

IL NULLA OSTA PER I FUNERALI

RIVAROLO MANTOVANO –  E' giunto sabato 30 attorno alle 14 il nulla osta della Procura di Brescia per poter celebrare i funerali di Tiziano Stabile, il 54enne di Rivarolo ucciso con due colpi di pistola martedì 19 novembre a Bedizzole (Brescia). La cerimonia funebre si terrà lunedì 2 dicembre alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Maria Assunta a Piadena, paese di origine dell'uomo e dove vive la madre Maria Teresa Azzoni. Al termine la sepoltura nel cimitero della frazione di Vho. La salma, tramite le onoranze funebri Portioli e Selmini, giungerà nell'abitazione di via Mazzini 62 a Rivarolo nel primo pomeriggio di domenica. Alle 21 verrà recitato il rosario.

Sul lato delle indagini è ormai assodato che il killer (o i killer) aveva appuntamento con la vittima e ha lasciato diverse tracce ‘digitali’: telefonate, sms e immagini delle telecamere della zona industriale dove è avvenuto l’omicidio sono la fonte maggiore di indizi. Tra la vittima e l’omicida potrebbe esserci stata una breve colluttazione visto che il giubbino di Stabile è stato trovato lontano dal corpo e con uno strappo. 

L'ESITO DELL'AUTOPSIA

L'autopsia eseguita giovedì 21 novembre al Poliambulanza di Brescia ha confermato che ad uccidere il 54enne di Rivarolo Mantovano Tiziano Stabile, martedì sera a Bedizzole, sono stati due colpi di pistola: uno lo ha raggiunto al polmone e l'altro è stato sparato alla testa. L'assassino ha compiuto una vera e propria 'esecuzione', non voleva lasciare scampo alla sua vittima. E' ormai chiaro che assassimo e vittima si conoscevano e tra i due c'era stato un appuntamento, un ritrovo concordato. Non è escluso che i killer possano essere più di uno. 

Venerdì mattina dovrebbe arrivare il nulla osta alla sepoltura. Intanto è già stato reso noto che i funerali si terranno nella chiesa parrocchiale di Piadena, paese di origine dell'uomo e dove aveva vissuto fino al 1984 anno del matrimonio con Cosetta Polina e dove tutt'oggi vive la mamma Teresa Azzoni, mentre la salma verrà sepolta nel cimitero della frazione di Vho dove riposano i due fratelli e il padre. La camera ardente invece sarà allestita nell'abitazione di via Mazzini 62 a Rivarolo “era la sua casa – sottolinea la moglie – e voglio che rimanga un po' anche li”. 

Sul fronto delle indagini gli inquirenti puntano soprattutto a raccogliere tracce 'digitali', soprattutto dal traffico telefonico e dalle telecamere nella zona dell'omicidio. Voci non confermate dicono che Stabile avesse un secondo numero di cellulare che usava e che avevano solo poche persone. 

IL MISTERO DELLE ORE PRIMA DELLA MORTE

Una telefonata ricevuta mentre è ad Asola e poi il mistero. Gli inquirenti sono convinti che la chiave dell’omicidio di Tiziano Stabile sia racchiusa nel flusso di chiamate in entrata e in uscita dal suo cellulare, trovato nell’auto. Per questo la memoria dello smartphone della vittima dell’esecuzione consumata martedì sera in un parcheggio nella zona industriale di Bedizzole è ora al vaglio degli esperti informatici dell’Arma dei carabinieri. Sempre più probabile che la vittima conoscesse i suoi esecutori. 

Stabile era a cena ad Asola (o forse a bere un aperitivo) e dopo una misteriosa telefonata ha salutato i presenti per dirigersi verso Bedizzole. La cittadina mantovana e quella bresciana distano 45 chilometri e la chiamata al 118 del camionista che ha ritrovato Stabile riverso a terra è giunta alle 20.05. Facendo due calcoli la partenza da Asola dovrebbe essere avvenuta attorno alle 19-19.15 ora in cui difficilmente si sta già consumando la cena. Gli investigatori bresciani hanno ricostruito le ultime ore di vita del 54enne di Rivarolo Mantovano anche attraverso le testimonianze degli amici, della moglie e dei figli ascoltati fino alle 5 e mezza di mercoledì mattina in caserma. L'uomo, che aveva una casa a Desenzano, aveva molte conoscenze sul lago di Garda. 

LA TESTIMONIANZA DELLA MOGLIE 

“Mio marito aveva sbagliato in passato ma il suo debito con la giustizia l’aveva già pagato. Oggi faceva la sua vita, era un marito e un padre amorevole, era molto legato ai suoi figli”. Ha gli occhi gonfi di lacrime e stanchi di chi ha passato una notte insonne Cosetta Polina, la moglie di Tiziano Stabile, l’uomo ucciso martedì sera a Bedizzole. Arriva in piazza a Rivarolo attorno alle 10.30 di mercoledì e riceve l’abbraccio di alcune amiche anche loro in lacrime.

“Con mio marito – racconta - ci siamo sentiti poco prima di cena, era partito attorno alle 17.30 da Rivarolo, più tardi mi ha detto che avrebbe mangiato fuori”. Sapeva con chi si incontrava e dov’era? “No non sapevo nulla, non saprei proprio cosa facesse a Bedizzole, io nemmeno sapevo dove fosse quel paese”.

La telefonata nell’abitazione di via Mazzini 62, dove Stabile viveva con la moglie e il figlio 22enne Andrea, è arrivata poco prima delle 21 “I carabinieri di Brescia – spiega - hanno detto a mia figlia Romina (residente a Calvisano, nda) che Tiziano era stato trovato svenuto nella sua automobile. In realtà era già morto. Abbiamo preso la macchina e siamo andati a Brescia".

LA SCOPERTA DEL CADAVERE E LE PRIME INDAGINI

L'hanno colpito con un colpo di pistola in pieno petto e con uno alla nuca. Tiziano Stabile, 54 anni, residente a Rivarolo Mantovano, originario di Piadena, è stato ucciso nella serata di martedì a Bedizzole, in provincia di Brescia. L'uomo è stato trovato agonizzante in un parcheggio davanti a un capannone che si affaccia su una strada nella zona industriale della località bresciana. E' spirato sull'ambulanza che lo stava trasportando a sirene spiegate verso la Poliambulanza di Brescia. 

Stabile è stato notato attorno alle 20 da un autotrasportatore di passaggio nel parcheggio davanti allo Store Raggio di Sole Maffizzoli. IIl 54enne era disteso sull'asfalto esanime, accanto alla sua auto, una Volkswagen Golf. All'inizio il camionista ha pensato ad un malore perché non c'erano tracce di sangue. Gli operatori sanitari dell'equipaggio dell'autoambulanza inviata sul posto dalla centrale operativa del 118 hanno però rilevato sul torace del ferito il piccolo foro di entrata del proiettile. La seconda pallottola conficcata nella nuca è stata individuata dai medici della Poliambulanza sul corpo ormai privo di vita dell'uomo.

Sul posto si sono recati gli uomini della sezione investigativa scientifica per effettuare i rilievi. I carabinieri del Nucleo radiomobile di Desenzano hanno avviato le indagini supportati dai colleghi del Nucleo investigativo di Brescia. Posti di blocco lungo le strade che portano a Mantova e a Brescia sono stati disposti dai carabinieri di Bedizzole. 

Al vaglio anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Gli inquirenti ritengono che la vittima si fosse data appuntamento con il suo o i suoi assassini. Viene escluso al momento il movente della rapina. Stabile aveva ancora nelle tasche del giubbotto portafogli e cellulare che, attraverso il tracciato delle cellule telefoniche, potrebbe ora dare indicazioni utili sulle telefonate ricevute o effettuate ieri sera e sugli ultimi spostamenti del 54enne prima dell'omicidio. 

Stando alle prime indiscrezioni trapelate, il killer avrebbe utilizzato una pistola di piccolo calibro. La pista privilegiata battuta dai carabinieri è quella del regolamento di conti anche e soprattutto alla luce del passato della vittima, che aveva precedenti penali.

02 Dicembre 2013

Commenti all'articolo

  • 2013/11/21 - 10:52

    Il solito vizio italico di trasformare personaggi quantomeno discutibili e con una fedina penale non immacolata in eroi,martiri,perseguitati e modelli ed esempi da seguire.Ma per piacere....................mi sembra ovvio che se si intervistano madri,mogli e parenti stretti questi tracceranno un ritratto alla Santa Goretti,in questi casi la decenza sarebbe data quantomeno dal silenzio......................

    Rispondi