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Giovedì 14 Novembre 2019

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Viadana

'Vittima delle lotte nel Pd'

Infiltrazioni mafiose. Per la prima volta parla l'assessore Tipaldi, al centro delle accuse: "Io nel mirino per coprire giochi di potere"

'Vittima delle lotte nel Pd'

L'assessore Carmine Tipaldi

VIADANA — «Il nocciolo di tutta questa vicenda è la rottura del Pd a Viadana». 

Parole pesanti come macigni che l’assessore alle Nuove povertà Carmine Tipaldi dosa con precisione. È lui, infatti, l’esponente della giunta di Giorgio Penazzi finito nel mirino delle accuse di contiguità con la ’ndrangheta con «rischi di infiltrazioni nel Pd viadanese». Fino a questo momento non ha mai commentato la vicenda che lo vede protagonista ma ora fornisce la sua versione sulle turbolenze che da Viadana a Mantova scuotono il partito di governo in città e in provincia. «Tutto nasce dalla spaccatura locale — ribadisce Tipaldi —, non potrebbe essere diversamente. Per dieci anni di amministrazione di Giovanni Pavesi sono stato consigliere della lista civica Portanuova apparentata in maggioranza con il Pd. Da quando ho deciso di lasciare Portanuova (nel frattempo allontanatisi dai democratici, ndr) per seguire la linea di sempre sono entrato nel mirino. Allora mi chiedo: se ho lavorato per anni con un certo gruppo di persone come mai nessuno si è accorto di niente? Forse erano mafiosi anche loro?». 

Le accuse sono di appartenere, per vincoli di parentela, a una cosca criminale originaria di Isola Capo Rizzuto. «Queste persone hanno il mio stesso cognome ma non siamo parenti. Lo saranno stati forse i bisnonni ma io nemmeno li conosco». 

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17 Novembre 2013