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Giovedì 14 Novembre 2019

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Scandolara Ravara - Motta Baluffi

'Sindaci a processo, un errore'

Sulla contestazione per l'incarico a tempo deteteminato per il responsabile dell'ufficio tecnico, le maggioranze consiliari difendono Magni e Vacchelli, imputati per abuso d'ufficio

'Sindaci a processo, un errore'

In alto Gianmario Magni e Giovanni Vacchelli e il tribunale di Cremona

SCANDOLARA RAVARA/MOTTA BALUFFI —  Le maggioranze consiliari intervengono sulla questione che vede i due sindaci Gianmario Magni (Scandolara Ravara) e Giovanni Vacchelli (Motta Baluffi) imputati per un presunto abuso d’ufficio: «La vicenda — esordiscono — è nata dall’esigenza di colmare un vuoto che si era creato nell’ufficio tecnico dell’Unione Municipia per la rinuncia del precedente responsabile col quale era venuto meno un indispensabile rapporto fiduciario.  La decisione di nominare la Potabili, laureata in pianificazione territoriale, responsabile dell’Ufficio attraverso un contratto di collaborazione professionale non è stato un atto d’imperio dei sindaci». 

Si tratta, continuano gli esponenti delle maggioranze, di un atto «condiviso dalle giunte dei Comuni, e soprattutto dalla giunta dell’Unione competente in merito alle questioni legate all’Ufficio Tecnico.  Negli anni la nomina è stata poi riconfermata dalle giunte che si sono succedute». 

Senza entrare nel merito della legittimità su cui si esprimerà il tribunale, le due maggioranze osservano che «gli amministratori si sono trovati un problema concreto da risolvere e, considerato il parere favorevole del segretario, lo hanno risolto peraltro senza aggravi per le casse comunali e con un tecnico che si sarebbe assunto le responsabilità del proprio operato firmando gli atti e le autorizzazioni che le competevano.  Quindi, da parte degli amministratori non c’è stata nessuna volontà di favorire qualcuno, nessuna richiesta da esaudire, solo ed esclusivamente gli interessi dei Comuni di Motta e Scandolara da tutelare.  Purtroppo — osservano le maggioranze — agire nell’ottica di  risolvere i problemi della comunità, soprattutto in piccoli paesi come i nostri, non sempre concorda con l’osservanza stretta della legge e delle norme; di certo comporta un impegno che va oltre le competenze che i sindaci e gli amministratori possono avere».  

Secondo le maggioranze di Scandolara e Motta «sarebbe interessante un’inchiesta, magari giornalistica, su quante collaborazioni professionali si sono fatte in provincia di Cremona, e non solo, in base alla legge 110 senza bando pubblico, ma per contratto diretto.  Troviamo utile riflettere anche sul curioso e singolare fatto che il procedimento nasca dall’esposto dell’ex funzionario di polizia locale di Municipia presentato in Procura il 27 settembre 2011...guarda caso a soli 28 giorni dalla messa in disponibilità della dipendente stessa». Le maggioranze ritengono che «se errore c’è stato, e lo stabiliranno i giudici, è un errore conseguente alla volontà degli amministratori comunali di agire nell’interesse delle comunità che amministrano e aggiungiamo che al loro posto avremmo preso le stesse decisioni».

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15 Novembre 2013