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Lunedì 09 Dicembre 2019

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Casalmaggiore

Rondò, enti e privati in causa

Incredibile vicenda giudiziaria per il manufatto mai realizzato a Roncadello. Ditta cita impresa per la mancata costruzione. La replica: la colpa è di Comune e Provincia

Rondò, enti e privati in causa

L'incrocio dove dovrebbe essere realizzata la rotatoria (foto Osti)

CASALMAGGIORE  — La rotatoria non c’è ancora, ma chi avrebbe dovuto realizzarla non accetta di pagare i danni e chiama in causa Provincia e Comune.  

E’ una vicenda che nasce addirittura nel 2002 e che a febbraio 2014 approderà in Tribunale: oggetto del contendere è la sistemazione dell’incrocio tra la nuova Strada di lottizzazione Medesine 3 e la ex statale 358 a Roncadello, un’intersezione che dovrebbe essere modificata con la creazione di un rondò che favorisca l’ingresso e l’uscita dalla zona artigianale.  

A chiamare in causa avvocati e giudici è stata la Oltre Gamma Real Estate srl che ha ottenuto in locazione finanziaria due appezzamenti di terreno nella cosiddetta lottizzazione Medesine 3.  Negli atti stipulati, però, viene chiaramente citata la rotatoria insieme alle altre opere di urbanizzazione e, in particolare, è scritto che i lavori di realizzazione, a spese della Divisione Investimenti srl (la società lottizzante), dovevano concludersi entro il 31 dicembre del 2006.  

Visto che il rondò non c’è, Gamma Real Estate chiede l’adempimento degli obblighi contrattuali e il risarcimento dei danni a Divisione Investimenti.  E qui entrano in gioco Comune di Casalmaggiore e Provincia.  Perché la società lottizzante si è costituita in giudizio sostenendo che il ritardo nell’esecuzione dei lavori non le può essere imputato dal momento che solo nel 2002 il Comune ha rilasciato la necessaria concessione edilizia per l’esecuzione delle opere e, sostenendone l’interesse sovracomunale, ha assunto l’impegno di far eseguire ai propri tecnici il progetto, sia pure a spese della Divisione Investimenti.  

Solo dopo parecchi mesi — è la tesi difensiva dei lottizzanti — l’ufficio tecnico ha provveduto all’elaborazione progettuale tanto che solo nel 2004 il Comune di Casalmaggiore ha presentato richiesta di autorizzazione alla Provincia.  Dopo correzioni al progetto preliminare e nuova richiesta di autorizzazione si arriva al gennaio 2005 quando la Provincia esprime parere favorevole alla progettazione dell’opera, condizionato all’assolvimento di alcune prescrizioni tecniche.  Hanno pertanto fatto seguito altri aggiornamenti progettuali — continua a sostenere la Divisione Investimenti — sino ad arrivare alla definizione del progetto e al conseguente rilascio dell’autorizzazione datata 28 gennaio 2013.  Insomma, per il privato la colpa dei ritardi sarebbe degli enti pubblici che hanno allungato i tempi di redazione ed autorizzazione del progetto.  

La Provincia si è già costituita in giudizio per difendersi.  L’unico dato certo, comunque, che finalmente dopo anni a breve dovrebbero davvero iniziare i lavori.  Per il resto si vedrà cosa accadrà in aula.

03 Novembre 2013