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Lunedì 09 Dicembre 2019

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Solarolo Rainerio

Il giudice di pace Beatrice Ghillani ospite del Rotary Oglio Po

Al centro della sua relazione la soppressione degli uffici giudiziari periferici come quello di Casalmaggiore

Il giudice di pace Beatrice Ghillani ospite del Rotary Oglio Po

Beatrice Ghillani e Leonardo Stringhini

SOLAROLO RAINERIO – La soppressione degli uffici giudiziari periferici, con un particolare interesse per quelli dei giudici di pace, cause ed effetti del decreto legislativo, è stato l’argomento al centro della relazione del giudice di pace di Casalmaggiore, dottoressa Beatrice Ghillani, mercoledì sera al Ristorante la Clochette, ospite del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po. 

Dopo l’introduzione del presidente Leonardo Stringhini, il magistrato ha spiegato le radici del provvedimento, che si inserisce nella spending review voluta dal governo Monti. «Gli uffici che saranno soppressi – ha affermato la Ghillani, accompagnata dal marito, l’avvocato Federico Silvestrini – sono 674, e i giudici di pace che dovranno essere dislocati presso i tribunali di riferimento oltre 2000». Le cause del provvedimento ovviamente investono la volontà di risparmiare, attraverso i costi delle sedi e la possibilità di indirizzare i dipendenti delle cancellerie presso i tribunali ordinari, dove ai pensionamenti non corrispondono nuove assunzioni. Come noto, è stata data la possibilità ai Comuni di mantenere in vita a proprie spese gli uffici: Viadana ha percorso tale strada, Casalmaggiore, come Bozzolo, no. 

Ovviamente la dottoressa Ghillani non è entrata nel merito della scelta amministrativa, ma ha chiarito come, se il risparmio è tutto da valutare, le difficoltà per i cittadini siano già evidenti: trasferte più lunghe, spese in aumento (come gli onorari degli avvocati), tempi di attesa dei processi che si dilatano. Il 29 aprile 2014 scade il termine di decadenza degli uffici. 

A quel punto rimarrà un tempo non definito per organizzare il trasferimento dei fascicoli a Cremona, ma un lumicino di speranza si può mantenere in vita? Il decreto legislativo conserva validità anche se cadesse il governo, ma non è da escludere che si possano rivedere alcuni contenuti dello stesso. Ad esempio evitando accorpamenti per sedi molto decentrate (come Casalmaggiore) e che interessano un’area popolosa, e confermando i tagli per quelle tante province italiane (soprattutto al sud) dove le sedi sono davvero troppe.


31 Ottobre 2013