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Giovedì 14 Novembre 2019

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Casalmaggiore

"Tua moglie si prostituisce". Lei querela per diffamazione, lui viene assolto

"Il fatto non sussiste" per il giudice di pace Beatrice Ghillani

"Tua moglie si prostituisce". Lei querela per diffamazione, lui viene assolto

Il cancelliere Caterina Bongiovanni e il giudice Beatrice Ghillani

CASALMAGGIORE - Alle 13 e 20 di lunedì il giudice di pace Beatrice Ghillani ha assolto L.E. dal reato di diffamazione ai danni della signora S.E., di origini marocchine, che lo aveva querelato per diffamazione, "perché il fatto non sussiste". L'imputato era difeso dall'avvocato Stefano Maria Ferrari, la querelante era assistita dall'avvocato Maria Delmiglio.

La causa era nata dal fatto che l'imputato avrebbe detto all'ex marito della donna, O.T., che sua moglie, residente a Torricella del Pizzo, si prostituiva per 50 euro a prestazione, mostrando disponibilità al rapporto sessuale con un gesto convenzionale (sfiorare il palmo della mano dell'uomo con un dito). Rivelazione che ha poi portato la coppia al divorzio. La vicenda però avrà uno strascico ulteriore nelle aule di giustizia, perché il pubblico ministero Barbara Tagliafierro ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura affinchè proceda per falsa testimonianza nei confronti della moglie dell'imputato, rilevando discrepanze tra quanto messo a verbale dai carabinieri e quanto dichiarato in aula.

IL RACCONTO DEL MARITO. Lunedì mattina è stato sentito il marito della querelante, ora ospite in una struttura di Castiglione delle Stiviere. "Ho trovato l'imputato in piazza, era maggio 2007, e mi ha detto: 'Tua moglie va con gli uomini'. Dopo aver sentito questa cosa ho divorziato". Il pm ha contestato che ai carabinieri il marito abbia fatto mettere a verbale che l'imputato gli aveva detto che sua moglie percepiva 50 euro a prestazione. "Non mi ricordo", ha detto l'ex marito, anche riferendosi al 'gesto convenzionale' della mano (nuova contestazione del pm). L'ex marito in precedenza aveva detto di aver saputo dal querelato della questione in caserma a Gussola. Lunedì ha detto che la cosa gli era stata riferita in piazza.

LA TESTIMONIANZA DEL CARABINIERE. Il maresciallo Piergiorgio Capuano, all'epoca in servizio alla stazione dei carabinieri di Gussola ed ora a Pescara centrale, atti alla mano, ha ripercorso lo svolgimento dei fatti che avevano portato alla querela per diffamazione aggravata.

LA RICHIESTA DEL PM. "Nel corso del dibattimento è emersa la penale responsabilità dell'imputato. Chiedo sia condannato al pagamento di 500 euro di multa".

LA RICHIESTA DELL'AVVOCATO DELMIGLIO. "La parte offesa è risultata attendibile e il suo onore è stato leso. Si è anche dovuta trasferire a Cremona a causa della situazione che si è creata, che le ha creato un forte turbamento, minando la sua tranquillità quotidiana e provocando ansia e stress. Chiedo la condanna a 2500 euro, il risarcimento per lo stress psicofisico e il pagamento delle spese processuali".

LA RICHIESTA DELL'AVVOCATO FERRARI. "Non si è raggiunta la prova, non c'è concordanza tra quanto detto dalla querelante e dall'ex marito, che non ha confermato la circostanza del 'segnale convenzionale'. Chiedo l'assoluzione".

LA SENTENZA DEL GIUDICE. La Ghillani ha assolto "ai sensi del secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale". Comma che viene applicato quando manca, è insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussiste.

21 Ottobre 2013