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SABBIONETA-PONTETERRA

Riemerge il ponte che dà il nome al paese

Storici locali ipotizzano che il piccolo canale potesse essere una dei tanti rami del Po

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pierluigi.cremona@virgilio.it

28 Aprile 2021 - 06:52

Riemerge il ponte che dà il nome al paese

SABBIONETA/PONTERRA (28 aprile 2021) - Un piccolo canale che in passato poteva essere uno dei tanti rami del fiume Po. I lavori effettuati la settimana scorsa a Ponteterra per il ripristino di un ponticello sotto il manto stradale che corre sopra il canale Gambina, hanno riportato alla luce un pezzo di storia della frazione sabbionetana e del territorio ad essa collegato.
L’origine del nome Ponteterra potrebbe venire proprio da questo «ponte di terra».

«Quello che ora è un piccolo canale sembra che in tempi antichi fosse uno dei tanti rami del Po che si diramavano nella pianura. Sugli ampi meandri di questo ramo di fiume sono sorte Ponteterra, Sabbioneta, Villa Pasquali e Breda Cisoni. Ci sono delle mappe geologiche che lo mostrano chiaramente. Sembra che anche il castello di Sabbioneta fosse situato direttamente su questo fiume che attraversava, più o meno, quella che ora è Piazza d'Armi. Il ramo del fiume (non è chiaro quale) veniva da Casalmaggiore, attraversava Ponteterra, passava a sud di Vigoreto, poi quella che ora è la zona Panguaneta e in mezzo all'attuale Sabbioneta. Praticamente tutta Villa Pasquali è costruita sulla sua sponda e poi passava da Breda, la cui chiesa è costruita su quello che era l’argine di questo ramo di fiume», ha spiegato l’esperto di storia locale Alberto Sarzi Madidini.

Secondo Costantino Rosa, altro esperto del territorio, invece, «per alcuni studiosi pare che fosse un ramo dell'Adda. Certo è che la Gambina era lo scolo naturale di Casalmaggiore, partendo dall’acquitrino esistente ove ora si trova piazza Garibaldi o meglio da dove si trova la chiesa di San Francesco, per arrivare a Sabbioneta correndo parallela all'attuale strada».
Il sindaco Marco Pasquali, invece, ha spiegato come si è arrivati ad effettuare i lavori e per quale motivo. «Il canale Gambina, che poi si inserisce nel più ampio canale Navarolo venne tombinato circa 50 anni fa.

Nel punto dove è ceduta la strada prima c’era un ponte che dopo mezzo secolo, complice l’usura del tempo, la pioggia, il traffico e tutto ciò che ne consegue, ha ceduto. Prima si era aperto nell’asfalto solo un buco e poi la situazione è peggiorata tanto che l’intervento è stato fatto con una certa urgenza per non peggiorare la situazione. Siamo intervenuti transennando la zona, interrompendo al traffico via Monteverdi e attivandoci assieme al Consorzio di Bonifica Navarolo per i lavori di ripristino. È stato inserito un tubo con una sezione sufficiente per la massa d’acqua che vi passa e poi il tutto è stato cementato per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Sul fatto che il canale Gambina nei secoli scorsi fosse uno dei tanti rami del fiume Po o dell’Adda, i documenti del passato lo dimostrano ed è interessante che questi lavori abbiano riacceso l’interesse su questo argomento».


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