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Mercoledì 25 Novembre 2020

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ASOLA

Quattro anni di minacce e botte alla sorella disabile, arrestata

Una storia di violenza che si è consumata all'interno delle mura domestiche, ma le istituzioni appena venute a conoscenza della situazione non hanno taciuto

Violenza contro le donne, insediato il tavolo regionale

ASOLA (24 ottobre 2020) - I carabinieri di Asola hanno arrestato una donna di nazionalità Italiana, residente nel comune Asola da molti anni, ritenuta a autrice di continui maltrattamenti e vessazioni a carico della sorella disabile. Episodi che duravano dal 2016.

Un altro episodio di violenza domestica che si è concretizzato in silenzio e all’interno delle mura domestiche, ma in questo caso le istituzioni del territorio, ottenute le informazioni, non hanno taciuto e subito segnalato.

La vittima è una donna disabile dalla nascita, costretta su una sedia a rotelle, che vive in casa con gli anziani genitori e la sorella. Quest’ultima, presumibilmente stanca della convivenza, negli ultimi quattro anni ha posto in essere una serie di atti di violenza carnale, uniti a vessazioni di ogni tipo nei confronti della sorella, con lo scopo, presunto, di convincerla ad andare via di casa e rifugiarsi presso una struttura per disabili. L’obiettivo, dunque, era quello di avere tutta casa per sé.

La donna quindi, quasi quotidianamente, aspettando che i genitori non fossero presenti in casa, ha minacciato di morte la sorella e mortificata con ripetuti epiteti ingiuriosi oltre a percuoterla ripetutamente un un bastone di legno. La vittima ha sempre nascosto tutto, non ha mai chiesto aiuto “al mondo esterno” ne tanto meno ha mai fatto richiesta di accesso al Pronto Soccorso.

Un storia di violenza familiare quindi destinata al peggio. Fin quando, qualche giorno fa, un’operatrice assistenziale, incaricata dai servizi sociali del Comune di Asola per l’igiene personale della donna invalida, non si è accorta dei numerosi lividi su tutto il corpo.

La relazione fatta ai servizi sociali del comune di Asola è stata la molla per interessare la Procura della Repubblica di Mantova.

Grazie al rapporto di stima e fiducia che si era creato fra le due donne, la vittima ha fatto cadere il muro della paura e ha confidato le vessazioni di cui era vittima.

Gli uffici giudiziari della Procura di Mantova, ottenuta la notizia di reato, hanno subito delegato l’Arma dei carabinieri di Asola a compiere tutti gli accertamenti previsti dalla recente normativa del “codice rosso”.

La vittima quindi, accolta dal comandante di stazione presso gli uffici della caserma, apprezzata la fiducia e l’intervento dei militari che hanno verificato il suo attuale stato di salute, ha raccontato, con la presenza di un esperto dei servizi sociali del comune di Asola, le numerose vessazioni subite negli ultimi quattro anni ad opera della sorella chiedendo "aiuto" ai carabinieri.

24 Ottobre 2020