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Domenica 07 Giugno 2020

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Casalmaggiore, il Museo Diotti riapre al pubblico venerdì 22 maggio

Prorogata fino al 5 luglio la mostra "Leonardo da Vinci nella casa di Giuseppe Diotti"

Casalmaggiore, il Museo Diotti riapre al pubblico venerdì 22 maggio

CASALMAGGIORE (20 maggio 2020) - Il Museo Diotti riaprirà al pubblico venerdì 22 maggio, nel rispetto delle precauzioni previste dalle attuali normative.  L'apertura sarà inizialmente ridotta, privilegiando il fine-settimana, nei consueti orari: venerdì 8-12.30; sabato 15.30-18.30; domenica e festivi 15.30-18.30. Le visite saranno possibili anche nelle mattine dal martedì al giovedì, ma solo previo appuntamento telefonando al numero 0375 200416 o inviando una mail all'indirizzo info@museodiotti.it

Nelle stesse giornate a Casalmaggiore sarà aperto, con possibilità di biglietto cumulativo, anche il Museo del Bijou.

L'accesso al Museo Diotti sarà contingentato per garantire il distanziamento fra i visitatori, ma vista l'ampiezza del percorso museale - a cui si aggiungono gli spazi del cortile e del giardino - la visita potrà svolgersi in piena sicurezza e tranquillità. 

“La situazione ci ha indotto a sospendere per il momento ogni evento e nuova iniziativa, ma siamo lieti di informare che, grazie alla disponibilità di tutti i prestatori, è stato possibile prorogare fino al 5 luglio la mostra Leonardo da Vinci nella casa di Giuseppe Diotti inaugurata lo scorso gennaio e la cui chiusura era prevista a Pasqua”, informa Roberta Ronda, capo settore Cultura e Istruzione del Comune di Casalmaggiore. Il percorso della mostra, allestita in forma diffusa nelle sale che ospitano le collezioni permanenti, è ampiamente illustrato nel sito dedicato www.leonardoediotti.it

In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo, il Museo Diotti di Casalmaggiore ha allestito una mostra che celebra il grande genio mediante un percorso che rivela l’eredità lasciata da Leonardo agli artisti moderni e contemporanei. L’esposizione trae spunto dal grande dipinto La corte di Ludovico il Moro (1823) di Giuseppe Diotti, in cui Leonardo è raffigurato mentre sottopone al duca il progetto per il Cenacolo: attraverso varie sagome a grandezza reale di Leonardo derivate da questo dipinto, il visitatore viene invitato a soffermarsi in un percorso diffuso sui vari nuclei tematici che la mostra ha preso in esame, dalla fortuna dei precetti del Trattato, agli studi sul Cenacolo, dalla lezione sulle pieghe dei panneggi a quelle sulle macchie o sull’inafferabilità dei contorni nei dipinti. Nel Novecento, l’eredità di Leonardo più sentita fu quella dello scienziato e dell’ingegnere e per questo vengono presentati documenti relativi alle mostre milanesi dedicate a Leonardo nel 1934 e nel 1930. Tali suggestioni trovano espressione nelle opere che Vincenzo Balena realizzate negli anni ’70, in cui si ritrovano sia il tema del volo che gli studi anatomici. Agli studi di anatomia di Leonardo si rifà concettualmente anche la grande scultura di Brunivo Buttarelli intitolata La Cura. In un’apposita sezione l’eredità di Leonardo si fa iconografica: il visitatore può ammirare ben otto “Gioconde” irregolari, dipinte da Pietro Ghizzardi negli anni ’70. Fra gli altri artisti rappresentati in mostra: Giorgio Tentolini, Mario Pozzan, Palmiro Vezzoni, Andrea Visioli e Vincenzo Di Pierro. La mostra presenta, in sintesi, un’eredità non tanto materiale quanto concettuale e metodologica che non riguarda solo la ricerca degli artisti ma tocca ciascun uomo moderno, poiché il genio di Leonardo è stato tale da aver segnato un punto di svolta nel modo di guardare, di pensare e di capire la realtà.

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20 Maggio 2020