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Jogging per andare al lavoro? Incidente non risarcito: respinto il ricorso di Torchio

Investito mentre correva in via Persico a Cremona quando era presidente della Provincia, l'ex parlamentare dovrà pagare seimila euro all'assicurazione

Jogging per andare al lavoro? Incidente non risarcito: respinto il ricorso di Torchio

BOZZOLO (25 febbraio 2020) - Jogging a vostro rischio e pericolo se siete amanti della corsetta salutista prima di entrare in ufficio e di iniziare la giornata lavorativa. Infatti il percorso scelto proprio con l’obiettivo di poter correre costituisce una «deviazione del tutto indipendente dal lavoro» e non ha la copertura assicurativa nelle polizze con le quali il datore assicura gli infortuni dei dipendenti avvenuti per motivi di servizio, o nel tragitto da o verso il lavoro. Lo afferma la Cassazione che ha respinto il ricorso dell’ex parlamentare democristiano Giuseppe Torchio, oggi sindaco di Bozzolo, investito da un motorino mentre faceva jogging alle otto del mattino del sette febbraio 2008, quando era presidente della Provincia di Cremona eletto con il centrosinistra per il periodo 2004-2009. L’ente locale aveva stipulato una polizza con Assitalia - ora Generali - per chi rivestiva quella carica a copertura degli infortuni «subiti a causa e nell’esercizio delle funzioni».

Torchio, politicamente molto attivo nel cremonese e nel mantovano, un passato nelle Acli e anche in Cassa depositi e prestiti, ha sostenuto che «al momento dell’infortunio stava esercitando le proprie funzioni in quanto stava tornando da due colloqui con soggetti privati, preordinati all’adozione di provvedimenti amministrativi (la realizzazione di una pista ciclabile, la sovvenzione di un ambulatorio genetico)».

Generali ha invece escluso «che la vittima al momento dell’infortunio stesse esercitando le proprie funzioni amministrative» dato che «in quel momento stava svolgendo attività ginnica, come si desumeva dall’ora (le otto del mattino) e dal fatto che l'infortunato indossasse una tuta». In primo grado il Tribunale di Cremona nel 2014 accolse la domanda di risarcimento avanzata da Torchio, ma su reclamo delle Generali, successivamente, la Corte di Appello di Brescia nel 2017 fece marcia indietro. Secondo i magistrati di secondo grado, «al momento dell’investimento Torchio stava praticando jogging e se anche quel mattino avesse svolto attività istituzionale, l’itinerario e l’ora di percorrenza erano stati scelti per avere l'opportunità di fare jogging e non per esigenze connesse all’attività lavorativa». Per questo, ad avviso della Corte di Appello bresciana, «non sussiste rischio 'in itinere' quando il tragitto seguito dal lavoratore non sia necessitato, ma costituisca una deviazione del tutto indipendente dal lavoro».

Questa decisione ha ottenuto la convalida della Cassazione - verdetto 5119 - e adesso Torchio deve pagare 6mila euro di spese legali in favore di Generali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

25 Febbraio 2020

Commenti all'articolo

  • Edgardo

    2020/02/25 - 21:54

    Febbraio 2008- Febbraio 2020. Evidentemente lungo lo Stivale o ci sono troppi avvocati o, al contrario ce ne sono troppo pochi. Chissà.......

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