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Mercoledì 05 Agosto 2020

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CASALMAGGIORE

Ferrovia, ombre sul raccordo

Dopo 12 anni dalla firma della convenzione cala il sipario sull’infrastruttura a servizio della ditta Marcegaglia, Vacchelli: 'Tutto è rimasto fermo, la politica non ha voluto credere in questo progetto a favore dell’ambiente'

Ferrovia, ombre sul raccordo

CASALMAGGIORE (6 dicembre 2019) - «Sulla realizzazione del raccordo ferroviario tra la stazione di Casalmaggiore e l’azienda Marcegaglia esiste una convenzione vecchia di dodici anni ma finora non se n’è fatto nulla e nulla sarà realizzato finché non saranno resi noti tempi e modalità del potenziamento della linea Parma-Brescia. Solo conoscendo quelli l’azienda potrà presentare il progetto definitivo. Un circolo vizioso». Cesare Vacchelli, in nome e per conto del Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero, fa il punto della situazione dopo la sua richiesta, del 30 agosto scorso, di accesso agli atti per avere copia della vigente convenzione urbanistica in essere tra il Comune di Casalmaggiore e la società Marcegaglia spa in cui è prevista la realizzazione del raccordo ferroviario tra lo stabilimento di detta società e lo scalo della stazione ferroviaria: «La convenzione ci racconta di un raccordo ferroviario di alcune centinaia di metri rimasto solo sulla carta e di una ditta Marcegaglia che non ha adempiuto ad uno degli obblighi di una convenzione scaduta e prorogata, quello della realizzazione del raccordo. Molteplici e diverse nel tempo le motivazioni addotte a giustificazione della mancata realizzazione di questa importante infrastruttura che avrebbe consentito di togliere dalla strada e dalla viabilità cittadina oltre 50 camion al giorno».

Una convenzione che «ci parla di una amministrazione comunale che non ha saputo farsi valere per ottenere nei tempi previsti dalla convenzione la realizzazione di quest’opera. Ci parla di una politica che non ha saputo e voluto credere fino in fondo nello sviluppo di questa importante e strategica tratta ferroviaria, la Parma Brescia, inserita nel corridoio del Ti-Bre ferroviario. Una politica - osserva Vacchelli - che non ha saputo andare oltre a timidi pronunciamenti formali e verbali. È mancata completamente un’iniziativa politica forte, quella che invece hanno saputo mettere in campo la Provincia di Mantova e la Regione Emilia-Romagna e che le sta portando, anche con il contributo economico dell’Unione Europea, alla elettrificazione della linea ferroviaria Parma-Suzzara- Poggio Rusco».

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05 Dicembre 2019