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Venerdì 15 Novembre 2019

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SABBIONETA E CASALMAGGIORE

Caso Zani, via al processo: 'Violenza assassina'

L'artigiano di Casalmaggiore è accusato di aver dato fuoco alla casa in cui morì il figlio Marco di 11 anni, sentiti il primogenito Alex di 16 anni e l’ex moglie del 53enne

Caso Zani, via al processo: 'Escalation di violenze'

SABBIONETA (Ponteterra, 7 novembre 2019) - Si è aperto stamattina nella Corte d’Assise del tribunale a Mantova il processo a carico di Gianfranco Zani, l’artigiano 53enne di Vicobellignano di Casalmaggiore, accusato di avere appiccato l’incendio alla casa di via Torquato Tasso a Ponteterra nel quale, il 22 novembre 2018, aveva trovato la morte il figlio Marco Zani di 11 anni. I capi di imputazione sono incendio aggravato e omicidio aggravato, circostanza che prevede l’ergastolo.

Zani, che non era in aula e che si è sempre proclamato innocente, è assistito dall’avvocato di Parma Laura Ferraboschi. Il pm è  Carmela Sabatelli. Rachele Cerbiatto è invece l’avvocato di parte civile della ex moglie Silvia Fojtikova. La corte, presidente Enzo Rosina e giudice a latere Chiara Comunale, ha respinto fin da subito la richiesta della difesa di rito abbreviato condizionato, visto che era già stata respinta dal gip, che in caso di condanna prevede 30 anni di reclusione come pena massima.

In mattinata c’è stata l’ammissione delle prove mentre nel pomeriggio sono stati sentiti come testimoni Alex, 16 anni, figlio maggiore di Zani e la ex moglie, che hanno raccontato gli ultimi mesi prima della tragedia. Il ragazzo ha raccontato che da giugno 2018, lui e il fratello Marco, che dormivano in camere sperate, avevano la chiave per potersi chiudere dentro, scelta dettata dall’escalation di comportamenti violenti del padre. La donna ha invece raccontato che da quando la situazione era precipitata mandava i figli a letto prima che l’uomo rientrasse, per evitare possibili violenze.

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07 Novembre 2019