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Giovedì 14 Novembre 2019

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PIADENA DRIZZONA

Addio ad Adriana Rosati. La famiglia: «Ora puoi stare con Marco»

La mamma del nostro collega Davide Bazzani si è spenta venerdì sera all'Hospice di Cremona. Una morte che fa seguito a quella del figlio Marco, caposervizio della redazione di Casalmaggiore del nostro giornale, stroncato da un malore lo scorso 21 settembre

Addio ad Adriana Rosati. La famiglia: «Ora puoi stare con Marco»

Adriana Rosati e il figlio Marco Bazzani

PIADENA DRIZZONA ( 20 ottobre 2019) - Un altro grave, pesantissimo lutto ha colpito la famiglia del nostro collega Davide Bazzani: venerdì sera all’hospice del Maggiore di Cremona si è spenta la madre Adriana Rosati, 81 anni. Una morte che fa seguito a quella del fratello Marco, 55 anni, caposervizio della redazione di Casalmaggiore del nostro giornale, stroncato da un malore lo scorso 21 settembre. Adriana era malata da qualche tempo e, dopo un primo ricovero nella Medicina dell’Oglio Po, un paio di settimane fa era stata trasferita a Cremona. Nella tarda mattinata di oggi il feretro giungerà nell’abitazione di via Libertà 34 a Piadena per le visite. Il funerale sarà domani alle 14.30 in chiesa.
Adriana Rosati, originaria del paese, aveva prima lavorato come operaia in una fabbrica di bambole a Canneto sull’Oglio, era stata sarta e anche casellante sulla ferrovia Parma-Brescia. Poi il matrimonio con Giancarlo Bazzani, di cui era stata coadiuvante all’agenzia di Piadena del Consorzio Agrario Provinciale, e il resto della vita trascorsa come moglie e madre dei due figli. La sua figura viene ricordata con un post su Facebook dal figlio Davide. «Ciao mamma. Carissima e dolcissima mamma Adriana, ora riposa in pace, finalmente. Neanche un mese fa hai dovuto sopportare, da ammalata grave, la notizia della scomparsa di Marco, che ti ho dato con il cuore spezzato, mentre eri costretta in un letto d’ospedale, come l’avevo data al papà. Il dolore più grande, per dei genitori costretti a sopravvivere ai figli. Ma tu hai retto quello strazio con una dignità sovrumana, così come hai trascorso tutto il tuo periodo di malattia. Quella maledetta malattia alla quale abbiamo già pagato troppi tributi in famiglia. E tu mai un lamento, mai un disturbo a nessuno. Mai. Com’eri tu, sempre discreta, umile, silenziosa. In ospedale non ti si sentiva mai, all’hospice nemmeno. C’eri, ma era quasi come non ci fossi, tanto delicata era la tua presenza. Io non so che cosa c'è dopo la morte, se c’è qualcosa, ma lo spero davvero tanto adesso. Mi auguro che ti sia incontrata con Marco. L’hai anche detto un po’ di giorni fa: ‘Non starò qui molto ancora, ma almeno incontrerò il mio bambino, ‘el me putèl’. Dev’essere così. Grazie di tutto, mamma. Non basteranno mai i grazie per com’eri e per quello che mi hai dato. Ho vissuto con te tutta la mia vita e io solo so quanto ti volevo bene. Ora al dolore per la scomparsa di Marco si aggiunge quello per la tua. È stato, è, un periodo molto lungo e difficilissimo, una continua prova, per me, per tutti noi famigliari. Un grazie, di cuore, agli angeli dell’hospice dell’Ospedale Maggiore di Cremona, per la sensibilità con cui si muovono, parlano, agiscono».

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20 Ottobre 2019