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Lunedì 22 Luglio 2019

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CASALMAGGIORE-COLORNO

Ponte sul Po, Rossi: Basta con sterili polemiche

Il presidente della Provincia di Parma replica all’attacco del Comitato TrenoPonteTangenziale e all’interrogazione di Rainieri

Ponte sul Po, Rossi: Basta con sterili polemiche

Il cantiere del Ponte sul Po

CASALMAGGIORE/COLORNO - Il presidente della Provincia di Parma Diego Rossi replica all’attacco che il Comitato Treno Ponte Tangenziale, tramite il suo presidente Paolo Antonini, ha lanciato nei giorni scorsi dalla pagina online di OglioPoNews e all’interrogazione che il consigliere Fabio Rainieri (Lega) ha presentato in Regione. Antonini e Rainieri hanno sollecitato la Provincia ad emettere un bando per l’acquisto di sensori per il controllo della stabilità del ponte sul Po di Colorno - Casalmaggiore, ponte che è oggetto, come è noto, di lavori di ripristino, ventilando un allungamento dei tempi.

“La Provincia di Parma – replica il presidente Rossi – sta gestendo al meglio la situazione. Bisogna farsene una ragione: non siamo tutti ingegneri. Finora i nostri tecnici hanno dato buona prova: il bando di gara è stato condotto bene, ha già superato gli scogli del Tar e del Consiglio di Stato. Il cantiere va come un orologio, operano contemporaneamente sul ponte 50 operai e 15 mezzi d’opera; l’organizzazione è notevole, si lavora con la massima attenzione alla sicurezza, come richiesto dai servizi Ausl, che hanno già effettuato numerosi sopralluoghi; più passa il tempo e più aumenta la certezza di arrivare a fine lavori nei tempi previsti. Anche le condizioni meteo ci stanno aiutando. Dunque, perché questi attacchi da parte del Comitato e del consigliere regionale Rainieri?“

Rossi entra anche nel merito del tema dei sensori: “Non è vero che il ponte non potrà riaprire al traffico senza sensori, che servono invece sul lungo periodo – continua il presidente della Provincia di Parma – Decideranno i nostri tecnici quale tipo di sensori occorreranno per il monitoraggio continuo del ponte e se per acquistarli sia necessaria una gara oppure no: stiamo studiando la soluzione più opportuna con l’Università di Parma, che ci ha messo a disposizione esperti di alto profilo. Ci sono varie possibilità tecniche, che vengono tutte vagliate, di concerto con la Provincia di Cremona. In ogni caso, si tratta di costi molto superiori di quanto pensino il Comitato e Rainieri. Non siamo tenuti a spiegare in anteprima le nostre procedure al Comitato, dobbiamo semmai renderne conto sia all’Anac (Autorità Anticorruzione) sia alla Corte dei Conti. Ciò che deve importare è che la riapertura sia entro i termini e in condizioni di piena sicurezza, con la strumentazione di controllo più idonea. Si sta studiando anche il problema del controllo del peso dei mezzi in relazione al limite di portata del ponte, e le eventuali misure sanzionatorie.”

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12 Marzo 2019