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Venerdì 10 Aprile 2020

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#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti di Orchestra della Toscana

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CREMONA - Ecco le recensioni di Orchestra della Toscana degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. In questo caso è arrivato solo il lavoro di Emanuele Ludovico Russo e non è stato attivato il sondaggio per votare la critica preferita.

RUSSO LUDOVICO EMANUELE – 21 febbraio 2020, in un Teatro Ponchielli affatto pieno, l’audace e strepitosa esibizione di Simone Rubino e dell’Orchestra della Toscana infiamma il pubblico cremonese e, per circa due ore, lo allontana dalla realtà dell’allarme sanitario delle ultime ore. Il giovane percussionista torinese padroneggia il palco fisicamente e musicalmente; è un acrobata che piroetta tra gli strumenti suoi compagni di avventura. Ne ”L’elettricità dei sogni per percussioni e orchestra”, di C. Boccadoro, Simone Rubino trasforma i suoni in visioni, ci trasporta da un luogo all’altro esaltando il valore internazionale della musica stessa. Strumenti a percussione che, insieme ai timpani, chiudono l’orchestra sovrastandola dallo sfondo, questa sera sono in prima fila, padroni della scena: un’esperienza significativa che porta lo spettatore ad apprezzare la scansione ritmica che è una delle componenti base della musica, ma che emerge preponderante nei generi moderni Jazz, Pop Rock. Rubino esalta anche la musica classica donando alla città di Cremona una romantica Ave Maria di Bach e Gounod. L’esecuzione di Rubino ha reso protagonista la musica nella sua veste di arte oltre lo spazio e oltre il tempo, il ritmo come suo palpito di vita, la sua voce come unione di più lingue. A dirigere questo mago delle percussioni è il maestro Daniele Rustioni che, nella seconda parte della serata, guida l’Orchestra della Toscana con la Sinfonia numero 4 di Anton Bruckner in un fiabesco viaggio. L’apertura con un tremolo di archi e un richiamo del corno evocano quel sentimento mistico della natura, elemento sul quale si fonda questa partitura, una delle più luminose del compositore. Sembra, sin dalle prime note, ricordare la Pastorale di Beethoven, ma, battuta dopo battuta, se ne discosta per lasciare nell’ascoltatore quel senso di isolamento e di fusione con il ritmo della natura: tutta la sinfonia pare un succedersi di respiri. Molto interessante il ruolo dei corni che presentano i temi dei movimenti estremi e anche l’uso dei legni che evidenziano la grande complessità contrappuntistica e ritmica. Dall’energia musicale di Boccadoro alla forza visionaria del sinfonismo di Bruckner, il teatro Ponchielli è stato pervaso di vibrante emozione.

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25 Febbraio 2020