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Martedì 14 Luglio 2020

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26 febbraio 1959

I centralini telefonici in campagna funzionano 12 ore al giorno

I centralini telefonici in campagna funzionano 12 ore al giorno
Restano chiusi tutta la notte e quei paesi
rimangono praticamente isolati dalla città

Restano chiusi tutta la notte e quei paesi rimangono praticamente isolati dalla città

Avevamo appena concluso  la nostra inchiesta sulla insufficienza dei servizi telefonici nel «distretto», di Cremona e avevamo appena indicato l’opportunità di alcune innovazioni che sarebbero state particolarmente utili per gli utenti, quand'ecco la notizia del furioso incendio che, nel giro di poche ore, ha interamente distrutto un molino che funzionava in una frazione di Corte de' Cortesi (60 milioni di danni) e l'annuncio che la persona incaricata di dare l'allarme ai vigili del fuoco della nostra città dovette perdere quasi un'ora per raggiungere un apparecchio telefonico funzionante nel corso della notte.

Chiuso il centralino di Corte de' Cortesi, egli dovette raggiungere Robecco d'Oglio e bussare a quella caserma dei carabinieri per ottenere la possibilità di un allacciamento telefonico coi pompieri.

Principio fondamentale dei vigili del fuoco, sin dai giorni lontani della fondazione del Corpo, è quello della necessità dell'arrivo nel minor tempo possibile; e le caserme concepite secondo i criteri più moderni, vengono attrezzate in modo che dal momento in cui squilla il segnale d'allarme a quello in cui gli uomini della squadra di turno, che magari (completamente vestiti) riposavano sui lettini, prendono posto sull'autopompa il cui motore intanto è già stato avviato, non trascorrano che poche decine di secondi: più presto arrivano i pompieri, meno vasta sarà l'estensione dell'incendio, più efficace, quindi, la loro azione.

Ma nella notte in cui quel molino fu avvolto dalle fiamme, ben un'ora intercorse fra il primo allarme e la chiamata di soccorso: quando i vigili del fuoco arrivarono, l'intero edificio non era ormai che un immenso rogo e nulla poteva esser fatto per domare le fiamme.

Quando venne istituito, il servizio telefonico più che altro era una curiosità. Avere un apparecchio applicato al muro era uno snob da gran signore: poi, con il volgere degli anni, con l'evolversi dei costumi, il telefono cominciò a non essere più un oggetto prevalentemente destinato agli uffici, ma a diffondersi nelle abitazioni private. E oggi, con il continuo moltiplicarsi del numero degli abbonati, costituisce ormai un servizio di primaria necessità, esattamente come quello del gas o dell'energia elettrica. E come il gas e le lampadine possono essere accesi in qualsiasi momento del giorno e della notte, così chi, in qualsiasi località, è abbonato al telefono, deve potersi servire di questo apparecchio in qualsiasi ora.
È assurdo pensare che, nell'epoca dinamica nella quale viviamo, per una decina di ore al giorno, il telefono non sia utilizzabile; è assurdo constatare che un centralino si apre alle 8 e viene chiuso alle 20 d'inverno e alle 21 d'estate. Sono undici o dodici ore, completamente scoperte. E proprio le ore notturne, quando cioè, è più complesso, proprio perchè tutti dormono, ottenere un aiuto.

25 Febbraio 2020