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Domenica 28 Febbraio 2021

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24 gennaio 1973

Tregua per il Vietnam

Atteso l'annuncio di Nixon

Tregua per il Vietnam

NEW YORK, 23. — La tregua in Vietnam sarà annunciata, molto probabilmente, da Nixon nel discorso radioteletrasmesso che egli rivolgerà alla nazione e al mondo questa sera. La certezza non è assoluta al cento per cento perchè il portavoce Ronald Ziegler, nel dare oggi l'annuncio del discorso presidenziale, del tutto inatteso, non ha parlato esplicitamente di «pace nel Vietnam», ma solo di un «rapporto sullo stato dei negoziati per il Vietnam».

La concomitanza degli eventi è tuttavia tale che gli osservatori hanno ormai pochissimi dubbi sulla sostanza delle rivelazioni che farà stanotte il capo della Casa Bianca. Il primo fatto significativo è il ritorno inaspettato di Kissinger dopo tre ore e 45 minuti di colloquio a Parigi con il plenipotenziario nord-vietnamita Le Duc Tho. Era previsione generale che l'assistente presidenziale rimanesse nella capitale francese per alcuni giorni e che i protocolli sarebbero stati siglati giovedì o al più presto domani.

Varie fonti giornalistiche, alcune americane note per la loro accuratezza, hanno invece rivelato nelle ultime ore che la sigla sui testi degli accordi sarebbe già stata posta dai due principali negoziatori avversari, Kissinger e Le Duc Tho. Un'altra circostanza di notevole significato è che il presidente degli Stati Uniti prima di presentarsi alle telecamere — come ha riferito Ziegler — ha convocato una riunione di gabinetto per le 20,30 seguita, alle 21, da una sessione straordinaria con i capigruppo parlamentari. Inoltre domattina alle 8,30 — cioè ad un'ora insolita — il capo della Casa Bianca presiederà una conferenza con vasta rappresentanza della «Leadership» congressuale.

Se — come lasciano prevedere i sorrisi e l'atmosfera cordialissima tra i due protagonisti della vicenda diplomatica nel momento di separarsi stamane a Parigi — l’accordo è virtualmente concluso, il 23 gennaio rimarrà una grande data nella storia americana, in vivo contrasto con i preparativi delle solenni esequie che si svolgeranno il 25 a Washington per il defunto presidente Johnson, morto a poche ore dalla fine di una guerra che, da lui portata alle estreme conseguenze, è costata oltre 50 mila morti, la più grave spaccatura morale e politica della sua storia e danni immensi al paese asiatico.

L’intenzione unanimemente attribuita a Nixon di voler annunciare stasera la conclusione del conflitto secondo le clausole rivedute dell'accordo in nove punti raggiunto in ottobre sembra confermata anche dal fatto che il Presidente interrompe un silenzio sui negoziati durato ormai vari mesi. La Casa Bianca tuttavia rimane guardinga e non ha voluto commentare nemmeno la notizia che anche il Presidente sud-vietnamita Van Thieu si accinge a dare simultaneamente al suo popolo l'annuncio della pace.

Si ricorda che la cessazione del fuoco entra in vigore, tuttavia, solo 24 ore dopo la cerimonia formale della firma dei patti e che il calendario delle varie procedure susseguenti alla sigla non è stato ancora fissato. Le squadre internazionali di controllo dell'armistizio «in loco» dovrebbero cominciare al tempo stesso ad affluire in Vietnam ma non si hanno ancora notizie precise al riguardo.

Gli accordi, ufficialmente tuttora segreti, prevedono il rilascio di tutti i prigionieri di guerra e il ritiro di tutte truppe americane entro 60 giorni dalla proclamazione della tregua, la formazione d’un «Consiglio nazionale di concordia e riconciliazione» composto dai rappresentanti di Hanoi e di Saigon oltre che dalla fascia politica neutrale sud-vietnamita, con l'incarico di indire le elezioni che dovranno determinare il futuro politico del Sud Vietnam.

PARIGI: calorosa stretta di mano tra Henry Kissinger e Le Duc Tho, entrambi sorridenti,
al termine dell'incontro ad Avenue Kleber.

23 Gennaio 2021