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Martedì 26 Gennaio 2021

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27 novembre 1984

La Cremo sfida il Napoli di Maradona

Drammatico incidente tra Montorfano e Paolinelli

La Cremo sfida il Napoli di Maradona

La squadra di Mondonico ha organizzazione superiore ai partenopei, che si affidano ai guizzi di Maradona e Bertoni - Il pubblico, sportivissimo, ha applaudito anche a gioco in corso

NAPOLI — Sembrava un  chilometrico «spot» pubblicitario della Cirio, sponsor del Napoli: un frutto prezioso, il gol di Daniel Bertoni, ha resistito in tutta la sua fragranza alla lunga brutta stagione. Da «conservanti» l'hanno fatta gli errori grigiorossi in conclusione: la bellezza di quattro palle-gol sprecate in un crescendo avvilente. Per la Cremonese l'orgoglio amaro di aver confermato, pur in una giornata non granché ispirata, un'organizzazione di gioco soverchiarne rispetto ala squadra del «reuccio» Maradona; e soprattutto il sollievo di sapere che la solenne zuccata tra Montorfano e Paolinelli non aveva avuto conseguenze preoccupanti. Ma anche la sesta sconfitta consecutiva, con il quartultimo posto sospeso cinque punti più su, quasi come un pianeta irraggiungibile.

Il San Paolo alla fine grondava fischi indispettiti per il non-gioco azzurro; ma il pubblico napoletano (dì gran lunga il più sportivo sin qui da noi incontrato) alla Cremonese ha riservato un franco applauso, tra l'ammirato ed il riconoscente. Ammirato per il gioco e la correttezza dei grigiorossi (Maradona si è beccato qualche botta, ma non è certo stato sottoposto al martellamento «scientifico» al quale è abituato); riconoscente per aver «graziato» questo Napule sconclusionato, ora e sempre prigioniero tra la nobiltà delle giocate dei due argentini, e la miseria d'un collettivo che non c'è.

Da parte nostra, abbiamo annotato le stesse cose, con stato d'animo opposto. L'imprevedibilità di Maradona nelle sue iniziative non ci procurava estasi ma violenti mali di pancia, alla rovesciata-gol di Bertoni ci siamo sorpresi a rimpiangere che nessun grigiorosso fosse aggrappato ai calzoncini dell'argentino, in modo da ostacolarne la magica acrobazia. Al diavolo il bel calcio: a forza di bel calcio stiamo andando in B.   

 

Montorfano fermo un mese, Paolinelli "salta,, la Fiorentina


Montorfano esce in barella dal campo

Montorfano assente per almeno un mese, Paolinelli disponibile solo la settimana prossima. Questa la prospettiva che attende i due grigiorossi protagonisti dell'incidente che ha costretto entrambi, con modalità persino drammatiche, ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco domenica a Napoli. I due, ricoverati prima al S. Paolo e poi al Cardarelli, sono stati dimessi ieri mattina. Giunti a Linate in aereo, sono poi venuti a Cremona in auto.

La situazione non è però risolta. Se Paolinelli ha ricevuto il permesso di tornare a casa, dove seguirà una terapia ed osserverà almeno otto giorni di riposo assoluto, Montorfano è invece stato di nuovo ricoverato all'ospedale di Cremona.

Il medico sociale, dottor Manzini, che è stato vicino ai due atleti per tutto il periodo successivo all'incidente, comunica le diagnosi: «Per Montorfano trauma cranico chiuso, commotivo-contusivo con frattura lineare fronto-temporo-parietale destra, ematoma palpebrale destro. Non ci sono segni di sofferenza neurologica, e la visita oculistica ha rassicurato sull'integrità del bulbo oculare». Insomma, frattura cranica alla tempia destra e un «occhio nero», senza danni né al cervello né all'occhio.

«Montorfano — continua, Manzini — verrà ricoverato in neurologia per continuare gli accertamenti. Deve stare a riposo per almeno 20 giorni». Quindi lo stopper tornerà in campo non prima di un mese.

«Quanto a Paolinelli — aggiunge Manzini — ha solo un po' di mal di testa; ha una terapia medica da seguire a domicilio, dopo una settimana di riposo potrà riprendere, se gli esami daranno il previsto esito positivo».

— Com'è stata l'assistenza?
«Sono rimasto molto soddisfatto. Si sono dati tutti un gran daffare, ed anche fuori dall'ospedale ha trovato grande solidarietà pratica. Un grazie particolare al signor Barbarino, amico del presidente Luzzara, che ci ha aiutato molto, ed il signor Capelli che si è fermato con me a Napoli».

Montorfano prima di andare in ospedale è passato in sede. È circondato dai familiari: «Una bella botta — sottolinea — che si è risolta in qualcosa di non leggero, ma nemmeno preoccupante come si poteva temere in un primo momento. Non è la prima volta che ho sfortuna: prima il menisco, poi una serie di distorsioni... Ora sembrava l'anno buono... Ma la salute viene prima di tutto».

— Ricordi l'incidente?
«Confusamente. Bertoni ha messo in mezzo, io sono saltato all'indietro, è arrivato Paolinelli in corsa... Sono svenuto, mi sono risvegliato in autolettiga».


Paolinelli esce dal campo col medico sociale Mazzini

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