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Sabato 31 Ottobre 2020

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24 settembre 1968

È morto Padre Pio

all'improvviso, nel convento di San Giovanni Rotondo

È morto Padre Pio

FOGGIA, 23. — La salma di Padre Pio da Pietrelcina — che stringe tra le mani un crocifisso — è stata collocata nella chiesa di «Santa Maria delle Grazie» ai piedi dell'altare maggiore sul quale il frate celebrava la Messa. L'hanno trasportata dal convento i confratelli, recitando le preci dei defunti. Poco dopo le porte del tempio sono state aperte e la folla dei fedeli — che era ferma da molte ore sul sagrato — è entrata, sfilando lentamente davanti alla salma.

Le ultime ore della vita terrena di Padre Pio sono state così ricostruite: poco dopo le 01,05, il frate si è levato dal letto per trascorrere, come era sua abitudine, alcune ore in meditazione ed in preghiera dopo il breve riposo della notte. Accompagnato da un confratello che l'assisteva, Padre Pellegrino, ha raggiunto la veranda attigua alla sua cella. Si è quindi seduto su una poltrona dove è rimasto a pregare.

Ad un tratto Padre Pellegrino ha notato un diffuso pallore sul volto di Padre Pio. L'ha allora riaccompagnato — adagiandolo su una sedia a rotelle — nella cella. Nel frattempo è sopraggiunto un alt r o frate, Padre Guglielmo. Quest'ultimo, preoccupato per le condizioni di Padre Pio, ha chiamato per telefono il medico personale, dott. Sala, dandogli le prime informazioni.

Il sanitario, appena arrivato, ha constatato che lo stato del frate era preoccupante per un attacco di asma «intrecciata». Gli ha quindi praticato una terapia di urgenza e per migliorare la respirazione, divenuta faticosa, è ricorso ad inalazioni di miscela di ossigeno.

L'andamento della crisi ha consigliato al medico di chiedere l'aiuto di due colleghi: il dott. Scarale, specialista in rianimazione presso la «Casa Sollievo della Sofferenza», e il direttore sanitario dello stesso ospedale, dott. Gusso. I tre medici sono anche ricorsi alla «respirazione assistita». Vi è stato un momentaneo miglioramento seguito, però, da un rapido peggiorare. Alle 02.30 —poco dopo che il sacrista della comunità, Padre Paolo da San Giovanni, gli aveva impartito l'Estrema Unzione — Padre Pio si è spento.

Nella bara di noce scuro, un velo bianco trasparente ricopre il volto del frate. Attorno, vegliano in preghiera alcuni confratelli; altri, invece, prendono gli oggetti che vengono porti loro dai fedeli per deporli un attimo sulle mani di Padre Pio e quindi restituirli. Venerdì scorso — in occasione della ricorrenza del cinquantenario delle «Stimmate» — era pervenuta a Padre Pio una particolare benedizione del Pontefice. Il frate l'aveva accolta con profonda commozione.

Da sabato le condizioni del frate erano gradualmente peggiorate. I rari visitatori ammessi alla sua presenza avevano notato che le mani di Padre Pio — sulle quali egli teneva mezzi guanti di lana per nascondere le bende che ricoprivano le ferite — erano molto calde, contrariamente al solito. Domenica — vincendo un crescente malessere— aveva celebrato la Messa alle cinque del mattino. Successivamente si era recato a visitare i lavori ultimati di un sepolcro sotterraneo al tempio, dove presumibilmente verrà inumata la sua salma. Quindi si era intrattenuto a confessare, dopo aver assistito alla posa della prima pietra della «Via Crucis» realizzata dallo scultore Francesco Messina. Prima di ritirarsi nella sua cella, aveva recitato il rosario nel matroneo. Era stato notato però che era più pallido ed affaticato del solito e al momento di impartire la benedizione, il Padre Pellegrino — che l'assisteva da anni — aveva dovuto reggergli il braccio.

Nella serata di ieri Padre Pio si era limitato a bere due sorsi di latte e non aveva mangiato il consueto passato di spinaci. Stamani una bimba affetta da leucemia, Angela Megna, di sei anni, che oggi doveva ricevere la Prima Comunione da Padre Pio, si è improvvisamente alzata dalla carrozzella sulla quale era costretta da tempo e ha potuto raggiungere, accompagnata dai familiari, la chiesa di «Santa Maria delle Grazie» per rendere l'estremo saluto alla salma del frate.

 

Il frate con le stimmate
Francesco Forgione nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento, da poveri agricoltori. Trascorse una infanzia dura ed entrò in seminario nel 1902. Il 22 gennaio 1903 indossò il saio cappuccino. Nel 1916 fu inviato dai suoi superiori nel convento di San Giovanni Rotondo.

Richiamato alle armi durante la prima guerra mondiale e ripetutamente inviato in licenza per malattia, venne sottoposto ad attente visite da parte dei medici militari, che cercarono invano di diagnosticare il male che lo affliggeva e che si manifestava con temperature altissime. Una volta congedato, dal 1918, il frate non si allontanò più da San Giovanni Rotondo. Il 20 settembre 1918 sul suo corpo apparvero le stimmate, visibili e permanenti. Il Sant'Uffizio emise un pronunciamento nel 1923, inasprito dai decreti successivi del 1926 e del 1931, dichiarando che «non constava la soprannaturalità dei fatti attribuiti a Padre Pio ed esortando i fedeli ad astenersi dall'andarlo a visitare». Ma successivamente il Sant'Uffizio revocò i suoi decreti e si concluse così, il 16 luglio 1933, la vicenda.

Padre Pio aveva intanto avviato due sue opere: la Casa Sollievo della Sofferenza, un attrezzatissimo ospedale, e i «Gruppi di preghiera» che della Casa costituiscono il substrato spirituale. Offerte da tutte le parti del mondo erano giunte a Padre Pio per rendere possibile la realizzazione di questo ospedale e il Papa Pio XII gli concesse, con decreto 4 aprile 1951, la facoltà di amministrare direttamente tali offerte dispensandolo così dal voto di povertà.

Ma nel luglio 1961 giunse al convento di S. Giovanni Rotondo, mons. Carlo Maccari, inviato da Giovanni XXIII, per una inchiesta; al suo ritorno a Roma egli accusò i fedeli del frate di fanatismo ed imputò gli amministratori della Casa Sollievo di incuria, disordine e incapacità di gestione. Al frate vennero inflitte sanzioni come quella di non poter più celebrare matrimoni, officiare la messa nelle grandi festività, parlare privatamente coi fedeli. Su questo caso, che destò enorme scalpore, venne steso un «libro bianco» a favore del frate e che venne consegnato all'ONU.

Negli ultimi anni Padre Pio era stato colpito da una grave forma di bronchite acuta.

23 Settembre 2020