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Lunedì 13 Luglio 2020

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30 giugno 1997

Tyson, l'ultima follia

Ferito, morde Holyfield

Tyson, l'ultima follia

WASHINGTON— Il morso e la furia. Mike Tyson  ha toccato il punto più basso della sua carriera di pugile facendosi squalificare a Las Vegas alla terza ripresa, titolo mondiale in palio, per aver morso a sangue gli orecchi del suo avversario Evander Holyfield.

La bizzarra conclusione dell'incontro, Holyfield conserva il titolo, ha scatenato una rissa sul ring e assordanti proteste degli spettatori, che hanno fatto piovere ogni sorta di oggetti sulla testa dei protagonisti.

Ad innescare le polveri della rabbiosa reazione di Tyson era stata una testata di Holyfield che nella seconda ripresa aveva aperto un largo squarcio sopra l'occhio destro di 'Iron' Mike. Col sangue letteralmente agli occhi, Tyson aveva cominciato ad inseguire l'avversario sul ring, con colpi scomposti, sapendo di non essere più in grado, con quella ferita, di giungere alla fine delle dodici riprese.

Alla terza ripresa, dopo che il medico di Tyson aveva tentato disperatamente di tamponare la ferita, giungeva la più imprevedibile delle conclusioni. Durante un rabbioso corpo a corpo, pochi secondi dopo l'inizio del round, Tyson sputava il paradenti ed addentava l'orecchio destro del suo avversario, facendo uscire un fiotto di sangue.

Holyfield cominciava a saltare furioso sul ring, mentre l'arbitro Mills Lane interrompeva il match ed invitava il medico ufficiale ad esaminare le condizioni dell'orecchio del campione del mondo. Il verdetto del medico: «Può continuare ».

L'arbitro, dopo un momento di esitazione, ammoniva Tyson chiedendo ai tre giudici di penalizzare di due punti il suo punteggio. «Se lo rifai ancora ti squalifico», ammoniva lo sconcertato Lane.

Ma Tyson, persa ormai la testa, pochi secondi dopo la ripresa del combattimento, stretto di nuovo ad Holyfield in un corpo a corpo, si avventava con la bocca contro l'orecchio sinistro del suo avversario, assestando un nuovo morso.

Stavolta l'arbitro non aveva esitazioni, squalificando all'istante Tyson. Mentre il ring si trasformava in un pandemonio, Tyson si avventava contro il sanguinante Holyfield. I due venivano separati dai rispettivi clan, mentre anche il loquace Don King restava per una volta senza parola.

«È un codardo - mormorava Holyfield al rientro negli spogliatoi - Sapeva di non avere alcuna possibilità di battermi. L'ho visto sputare il paradenti prima del morso all'orecchio, ha continuato a colpirmi anche dopo che l'arbitro aveva sospeso il match. Una cosa vergognosa ».

Tyson ha accusato Holyfield di averlo colpito di proposito all'occhio, con una serie di testate. «Con i pugni non mi avrebbe mai battuto - afferma nello spogliatoio, lo sguardo ancora perso nel vuoto - guardate in che condizioni mi ha ridotto. Come posso presentarmi così a casa ai miei familiari?».

Tyson potrebbe essere di nuovo trascinato in tribunale: nella rissa che si è scatenata dopo la sospensione, Tyson - chiaramente fuori controllo - avrebbe infatti colpito un poliziotto.

L'entourage di Holyfield ha chiesto che Tyson fosse pesantemente sanzionato. «Quello che ho visto - ha detto Dan Turner, allenatore del campione del mondo - è la cosa più incredibile che mi sia capitata in tanti anni di pugilato. Tyson dovrà essere sospeso, messo sotto esame psichiatrico e colpito con una forte ammenda, magari pari a tutta la borsa». Questa ipotesi è stata però esclusa da Ghanem. «I regolamenti del Nevada non permettono di infliggere ammende superiori al 10% della borsa» ha detto Ghanem.

Per molti commentatori sportivi americani i due morsi segnano «la fine della carriera sportiva di Tyson». «Il pubblico di Las Vegas e dei telespettatori è stato truffato da Tyson - ha commentato Roberto Pacheco - Aspettavamo un campione, abbiamo trovato un vampiro».

26 Giugno 2020