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8 giugno 1968

New York piange il "suo,, senatore Robert Kennedy

L'assassinio all'Hotel Ambassador di Los Angeles dopo la vittoria alle presidenziali

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

08 Giugno 2020 - 07:00

New York piange il "suo,, senatore Robert Kennedy

La città e lo Stato di New York stanno dicendo addio a Robert Kennedy, al loro senatore. La salma di Bob è giunta all'aeroporto «La Guardia»  sul jet presidenziale, alle 20.58 di ieri (ora locale).

Molti in lacrime, hanno assistito al trasporto del feretro per le vie della metropoli fino alla cattedrale cattolica di San Patrizio, ove è stato celebrato un servizio funebre, riservato ai familiari.

Ethel Kennedy, la moglie del senatore — la quale deve ancora affrontare le lunghe ore del funerale di domani a New York e della sepoltura di Bob nel cimitero nazionale di Arlington, presso la tomba di John Fitzgerald Kennedy — era composta, non ha lasciato trapelare l'angoscia mentre si celebrava la funzione. L'ha officiata l’arcivescovo di New York monsignor Terence J. Cooke.

Jacqueline Kennedy, che rivive in queste ore di incubo i giorni atroci della tragedia di Dallas e che aveva allora dominato coraggiosamente l’ondata del dolore, appariva affranta. Con lei erano il senatore del Massachusetts Edward «Ted» Kennedy, fratello minore dei due assassinati, e tre dei ragazzi di Bob, che erano in California con i genitori. Joseph P.III di 16 anni e Robert jr. di 14 avevano anche con Ted aiutato a portare il feretro.

I fari della televisione davano alla scena un aspetto irreale. Il feretro era coperto di un drappo viola sul quale era un semplice fascio di gigli, garofani e margherite.

La funzione nella cattedrale è durata sette minuti. Il feretro era stato deposto sul catafalco dinanzi all'altare maggiore. Al termine del rito Ted Kennedy è uscito con gli altri, li ha accompagnali alle loro auto e poi è tornato in chiesa, per restare accanto a Bob.

Rose Kennedy, la madre del l'ucciso, aveva il volto coperto da un velo nero, si appoggiava al braccio di Joseph P. III. Assieme ai familiari, pochissima gente, c'era la vedova di Martin Luther King, Coretta.

Dopo il rito i Kennedy hanno raggiunto in auto l'Hotel Waldorf-Astoria. È stato tutto molto quieto, non ci sono stati scoppi di emozione fra la folla, la sensazione più diffusa era ancore lo sbigottimento. In un'ora e mezza tutto era finito. Un solo particolare inconsueto, Ethel aveva deciso di non salire in auto con gli altri per il tragitto da «La Guardia»  a San Patrizio ma si era seduta accanto al guidatore del carro funebre.

Joseph Kennedy il padre di John e di Bob, è dovuto restare nella proprietà di famiglia presso il mare, sulla costa del Massachusetts. Sta per compiere ottant'anni e da diversi anni è invalido. Ha pianto quando gli hanno comunicato con ogni cautela che Robert era stato assassinato, e il medico gli ha somministrato un forte sedativo.

Continuano ad arrivare un gran numero di messaggi di cordoglio alla famiglia Kennedy. Ne è giunto uno del Premier sovietico Alexei Kossighin, un altro è stato mandato dalla madre e dai fratelli del giovane profugo giordano arrestato per la morte di Bob, ed esprime il cordoglio della famiglia Sirhan.

Se riconosciuto colpevole al processo Sirhan sarebbe passibile della camera a gas nel penitenziario di San Quentin, a nord di San Francisco.

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