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Venerdì 10 Luglio 2020

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6 giugno 1981

Parma si è svuotata, tutti attendono la catastrofe

La città sotto l’incubo della profezia di Nostradamus

Parma si è svuotata, tutti attendono la catastrofe

Code di automobili e roulottes verso la campagna dove gli alberghi hanno già registrato il tutto esaurito - Stamane alle sei sarebbe dovuto succedere il finimondo

Parma sotto l’incubo della catastrofe. Le prime roulottes hanno preso la strada al tramonto: così è iniziato quello che viene definito come «l’esodo di Nostradamus». Secondo questo alla sesta ora del sesto giorno del sesto mese di questo nostro 1981 sulla città si dovrebbe scatenare un vero e proprio finimondo. Contemporaneamente centinaia di automobili hanno imboccato le principali arterie che si dipartono dalla città, alcune cariche di tende e del necessaire da campeggio, altre delle provviste per rifornire la casa di campagna. Meta comune: una «terra promessa» dove sfuggire alla funesta quanto fantomatica profezia che vorrebbe «Parma delenda». Altri ancora hanno deciso di attendere nella quiete di qualche albergo di campagna o dell’Appennino: i registri di molti hotel e pensioni hanno così presentato il tutto esaurito.

Una manifestazione alla Camera di Commercio prevista per questa mattina - con premiazione di studenti meritevoli - è stata rinviata (sine die?) per prevedibile diserzione dei premiandi: non c'è medaglietta che valga una trave sulla testa, per chi ci crede.

D’altra parte per domani è previsto un «fogone» collettivo nelle scuole della città: con tanto di autorizzazione dei genitori per gravi motivi di famiglia. Gremite, invece, ieri e nei giorni scorsi le biblioteche pubbliche dove si è fatta la fila per consultare gli antichi testi di Nostradamus.

Ma gli episodi curiosi, veramente incredibili, sono tanti. Convinti che si stia per avverare la fantomatica profezia – tra l’altro a quanto risulta mai scritta da Nostradamus – e cioè che Parma abbia le ore contate, molti ieri e l’altro ieri si sono presentati in banca per ritirare i loro risparmi e i valori depositati nelle cassette di sicurezza. Perché lasciarli sotto le macerie? Devono essersi chiesti.

E altri hanno già avvertito il fornaio: per domani non mi porti il pane. Se mai ne riparliamo lunedì. Da qualche parte addirittura hanno già predisposto i soccorsi: il presidente dell’«assistenza radio club» di Salsomaggiore, ha informato ieri che il suo gruppo sarà disponibile per ogni emergenza con 22 elementi e 12 automezzi. Anche nel corso del consiglio all'assistenza pubblica di Parma si è parlato dell’evento: c’è stato chi ha proposto di istituire servizi di emergenza con ambulanze pronte, non tanto per il terremoto o per il disastro che avverrà, quanto invece per essere pronti anche in caso di incidenti che potessero occorrere a chi sta lasciando velocemente la città.

Frattanto la voce si è sparsa pure a Reggio Emilia: anzi l’epicentro – là prevale l’idea del terremoto – secondo i vicini cugini sarebbe a Sant'Ilario d'Enza, tanto per non far torto a nessuno, e cioè a metà strada esatta fra Parma e Reggio Emilia. La psicosi collettiva non va scemando, anzi. Pare estendersi e rafforzarsi via via che passa il tempo e le sei si avvicinano. E questo nonostante i ripetuti autorevoli inviti giunti da più parti, a non lasciarsi condizionare da illogiche, assurde suggestioni.

Il giorno dopo, dal giornale di domenica 7 giugno 1981:

03 Giugno 2020