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Venerdì 10 Luglio 2020

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30 maggio 1986

Anche la città ha corso con il Giro

L'arrivo a Cremona della corsa ha dato origine ad una vera e propria festa popolare nella quale la folla è stata protagonista

Anche la città ha corso con il Giro

Gli spettatori sono stati decine di migliaia - Il tempo ha favorito l'afflusso della gente, che fin dalle prime ore del mattino ha conquistato il posto dietro le transenne - Consensi ed apprezzamenti per l'organizzazione e per le forze dell'ordine

L'arrivo a Cremona del Giro d'Italia ha scatenato una vera e propria festa popolare. Un avvenimento di cui si era quasi persa la memoria, stemperato nel tempo; di quelli in cui la folla è la protagonista, prima ancora degli attori. A vedere i girini sono arrivati un po' da tutta la provincia, comitive anche da Casalmaggiore; diciamo decine di migliaia di cremonesi, 30, 40 mila, chissà? È un dato difficilmente quantificabile anche perchè, accanto ai fedelissimi che si sono piazzati sul percorso già a mezzogiorno e vi sono rimasti per cinque ore, bisogna considerare tutti gli altri che, a rotazione, magari saltando il pasto o mangiando solo un boccone veloce o nell'intervallo prima di riprendere il lavoro, almeno un'occhiata l'hanno data. Basti pensare che lungo tutto il tratto finale transennato (cioè i 700 metri da porta Po all'arrivo di piazza del Comune e lungo il viale Po), c'era una marea di gente, su due, tre file. E molti sono arrivati anche dalle province limitrofe oppure hanno preferito cercare posti più tranquilli, sul piacentino, per vedere passare i corridori.

La grande festa è iniziata verso mezzogiorno e mezzo, esattamente alle 12,28 quando sul traguardo di via Baldesio è sfrecciato il nostro Adriano Baffi (già quarto il giorno prima a Piacenza). Risulterà il migliore dei corridori cremonesi presenti al Giro.

Sulle tribunette per le autorità, allestite di fronte al traguardo, il sindaco Zaffanella assiste soddisfatto, con in braccio la nipotina Rebecca. Gli assessori Bettoni e Cottarelli sono indaffaratissimi. Si alza un po' di vento e «Celo» sfodera una sgargiante giacca a vento gialla con la scritta «Los Angeles».

Vengono annunciati gli intertempi di Bontempi (dopo 12 chilometri: 14'04" a più di 51 di media) e di Freuler (dopo 24 chilometri di gara percorsi in 29'46").

Una signora tenta disperatamente di attraversare: «Devo andare a casa a fare da mangiare» dice.

Nella zona dell'arrivo si presenta anche l'ex assessore De Crecchio: ed è un fatto abbastanza eccezionale vederlo ad una manifestazione sportiva. Si sente osservato e se ne va.

Arriva tra i primi anche Vincenzo Tornarti, il patron del Giro; e non sono pochi gli appassionati che gli gridano «grazie ». Verso le 13,10 arriva Urs Freuler, che batte di due secondi il tempo di Vanderaerden con 46 minuti netti. Poco meno bravo di lui l'australiano Piper, che realizza un secondo di più. Alle 13,26 è Bontempi che passa a condurre la classifica provvisoria con 45'27" a 47,524 di media oraria, tempo che viene eguagliato (meno qualche decimo) un'ora dopo dal polacco Piasecki, vincitore della cronometro individuale di Siena.

La folla si ingrossa a vista d'occhio; ci dirigiamo verso porta Po ed il viale è stracolmo di spettatori, tutti rispettosi dietro le siepi. Poco dopo le 14 arriva il cremonese Piovani, applauditissimo. Ad ogni corridore che transita, anche sconosciuto, non viene lesinato un incoraggiamento. Davanti alla bottega del gelato uno spettatore, ad ogni passaggio ripete: «Dai che sei solo...».

Verso le 14,45 un sussulto: arriva il cremonese Ceruti. Bisogna aspettare le 15,28, quindi un'altra ora abbondante, perchè un corridore batta il tempo di Piasecki e Bontempi: è il tedesco Thurau che conclude la prova in 44'47" a 48,232 di media. L'atmosfera si riscalda perchè sono già partiti da Piacenza i «big», i grossi campioni, quelli che lottano per la maglia rosa.

L'annunciatore, bravissimo, dà il parziale: dopo 12 chilometri Moser 13'46" e Visentini 13'51". Dopo 24 chilometri Moser 28'37". La marcia del trentino si preannuncia inarrestabile; quelli del Club Moser (Triacchini in testa) non stanno nella pelle.

Alle 16,23 un boato: arriva Saronni, che a Cremona ha molti estimatori, e non solo per il fatto di essere il capitano di Ceruti e Piovani. Il suo tempo è 45'14". Passa pochissimo ed il boato è ancora maggiore: arriva Moser, impegnatissimo nello sforzo nonostante le quasi 35 primavere. Il tempo è eccezionale: 43'58". Qualche fischio al passaggio del californiano Lemond, ex campione del mondo. Ed ecco che si profila la chioma biondissima di Visentini: 45'18" il suo tempo; perde un minuto e venti da Moser e 4 secondi da Saronni, ma mantiene la maglia rosa. Contentissima la miss Tappa, che voleva dargli il bacio.

La grande festa non si esaurisce perchè tutti si spintonano per vedere da vicino e magari toccare i beniamini, sotto la tribuna della TV. Il contorno del grande circo non si esaurisce: vetture propinano ai passanti cappellini, magliette, polsini. Per seimila lire ti danno un paio di calzettoni, il cappellino e la maglietta. Per dieci puoi acquistare un portafoglio, una cintura, un ciondolo, un portachiavi ed altro.

Nelle interviste c'è un coro unanime di consensi e di apprezzamenti per la perfetta organizzazione. Sono stati mobilitati almeno 200 tutori dell'ordine: 56 vigili urbani (quanti erano? — ci ha chiesto Adorni — ve li siete fatti prestare?) con tutti i sottufficiali, comandante e vice; agenti di polizia agli ordini del capo di gabinetto della questura dott. Murianni; carabinieri, guardie di finanza con i rispettivi comandanti. 

L'ingresso in piazza del Comune di Vincenzo Torriani che in mattinata ha preceduto i corridori è stato accolto da un caloroso applauso. Al saluto dei cremonesi il «patron» del Giro ha risposto dal tettuccio dell'auto con un rapido gesto, poi per lui ci sono stati subito problemi da risolvere. Dell'organizzazione trovata a Cremona non ha dubbi «è eccellente», giudizio che non modificherà a conclusione della tappa quando anche i più banali contrattempi saranno stati scongiurati. «Potrebbe immaginare un Giro più bello?» è la domanda retorica con cui il patron conclude il nostro breve colloquio. Visibilmente compiaciuto anche Giovanni Arvedi cui va il merito di avere portato a Cremona il Giro dopo 23 anni.  

28 Maggio 2020