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Venerdì 10 Luglio 2020

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25 maggio 1983

Frana di Tresenda

Ora si cerca un tetto per tremiladuecento persone

Frana di Tresenda

SONDRIO, 24. — Non piove più. L'inferno di acqua che da 45 giorni tormentava quasi ininterrottamente la Valtellina si è finalmente placato dalla scorsa notte.
Verso le 9 di stamattina le operazioni di soccorso e sgombero dei detriti a Tresenda hanno potuto essere avviate con più energia e rapidità. Si cercano i dispersi. La nuova sconfortante notizia, uscita in tarda serata dalla prefettura, è che il numero delle vittime è aumentalo. Prima erano 13 i morti accertati ora, con il ritrovamento a Tresenda di altri 3 corpi salgono a 16. Delle ultime tre vittime solo una è stata identificata con certezza. Considerando che vi sono ancora alcuni dispersi per i quali non si nutre speranza, il numero dei morti dovrebbe superare i venti.

Il capo del dipartimento della protezione civile, ing. Pastorelli, questa mattina è partito in elicottero per recarsi in ciascuno dei sette centri operativi che sono stati costituiti in Valtellina per decisioni prese ieri sera fra le autorità preposte alle operazioni di intervento. È aumentalo sensibilmente il dato degli sfollati: questa sera erano complessivamente 3200, fatti sfollare da diverse località della da diverse località della Valtellina, anche da zone molto distanti da quelle in cui sono avvenute le tragiche frane.
Gli sfollati (vi sono stati sporadici episodi di resistenza all'evacuazione da parte di alcuni abitanti) vengono sistemati in alberghi o in qualche istituto religioso; ma la gran parte è riuscita a trovare alloggio presso conoscenti e parenti che abitano in zone sicure.

A Tresenda si lavora febbrilmente: questa mattina erano all'opera tre pale meccaniche, due bulldozer e una trentina di autocarri: la frana, precipitata da circa 200 metri sopra l'abitato ha praticamente tagliato in due Tresenda, travolgendo una fetta della piccola frazione. Tutt'intorno, per diversi chilometri, lungo la strada, campi allagati dalle intense piogge delle settimane scorse, enormi pozze, sulla strada, fango ai lati della statale.
I vigili del fuoco ed i volontari delle squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie delle sei o sette case distrutte a Tresenda, alla ricerca dei dispersi. Sono ben visibili tra i detriti le arcate delle vecchie cantine dove si spera di poter trovare i dispersi. La gente osserva le operazioni di soccorso lungo la massicciata della ferrovia dove si è fermata l'enorme massa di terriccio, dopo aver travolto le case ed aver superato la strada statale.  

22 Maggio 2020