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Venerdì 29 Maggio 2020

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21 maggio 1996

Cade in trappola Giovanni Brusca, l'erede di Totò Riina

Pacciani, nuovo rischio galera Il caso Squillante al CSM

Preso il nuovo PadrinoCade in trappola Giovanni Brusca, l'erede di Totò Riina

Il superboss nella rete
Fece esplodere la bomba della strage di Capaci

Blitz in una villa dell’Agrigentino mentre il boss guardava il film «Falcone» in Tv
PALERMO — È il killer di Giovanni Falcone l'uomo che il 23 maggio del '92 schiacciò il pulsante che provocò l'inferno della strage di Capaci. Giovanni Brusca, 36 anni, latitante numero uno di Cosa nostra, è stato arrestato ieri sera poco dopo le 21 assieme al fratello Vincenzo, mentre cenavano e guardavano alla tv il film «Falcone».

Il suo rifugio era una villetta in provincia di Agrigento, nella località balneare di Cannatello in una tranquilla zona residenziale. Il superboss è stato tradito da un lavoro di intercettazioni telefoniche durato mesi. «Dottore, ce l'abbiamo fatta», ha comunicato in lacrime alle 21.50 un giovane funzionario parlando al telefono con il questore di Palermo, Arnaldo La Barbera.

Questa volta il boss di San Giuseppe Iato, colpevole fra l'altro dell'omicidio del piccolo Giuseppe, figlio del pentito Di Matteo, non è riuscito a lasciare in tempo il suo covo segreto, dove da circa 4 mesi si era nascosto assieme alla moglie Rosaria Gristiano e ai due figli.
La notizia dell'arresto, avvenuto a pochi giorni dall'anniversario della strage di Capaci, è stata data dal capo della polizia Fernando Masone durante l'intervallo del concerto per la festa della Polizia.


Pacciani, nuovo rischio galera
Associazione per delinquere coni 'compagni di merende'
FIRENZE — Pietro Pacciani  rientra nell'inchiesta sui delitti del «mostro» di Firenze come indagato per il reato di associazione per delinquere, contestato per la prima volta nella lunga storia giudiziaria fiorentina.

L'agricoltore di Mercatale, assolto il 13 febbraio scorso dalla Corte d'assise d'appello dall'accusa di essere l'autore dei duplici delitti, è ora iscritto nel registro degli indagati della procura per il reato associativo, insieme a tre suoi presunti «compagni di merende». Si tratta di Mario Vanni (in carcere da oltre tre mesi con l'accusa di aver preso parte ai delitti), Giancarlo Lotti (il superteste che con le sue rivelazioni ha riaperto l'inchiesta) e Giovanni Faggi. Quest'ultimo, un ex rappresentante di piastrelle di 76 anni di Calenzano (Firenze), è entrato in questi giorni ufficialmente nell'inchiesta, con un avviso di garanzia nel quale si ipotizza il concorso nell'associazione a delinquere e nell'esecuzione dei delitti maniacali.

Contro Faggi ci sarebbero nuove rivelazioni di Lotti e di altri testimoni ed una rilettura - fatta alla luce degli ultimi sviluppi investigativi - delle testimonianze raccolte all'indomani del duplice delitto del 23 ottobre 1981.
Quella sera, la Beretta calibro 22 uccise due giovani fidanzati, Stefano Baldi e Susanna Cambi. Per gli inquirenti, è ormai certo che nella vicenda dei duplici delitti ha operato un «logistico di guardoni» che ruotava intorno a Pacciani e Vanni.


Sei magistrati sotto inchiesta - Il caso Squillante al CSM
Imi-Rovelli: scoperti nuovi conti
Verso una riapertura dell'indagine sul fascicolo scomparso. Falso in bilancio
Fininvest: indagato anche Confalonieri
ROMA — Nuova svolta nell'inchiesta sull'affare Squillante.
La prima commissione  referente del Csm ha deciso di avviare le indagini sii sei magistrati romani, coinvolti a vario titolo nelle inchieste delle procure di Milano e Perugia, per verificare se esistano gli estremi per il trasferimento d'ufficio.
I sei avvisi di garanzia spediti dal massimo organo di autogoverno dei giudici toccano nomi di spicco della magistratura italiana.
Nuovi clamorosi sviluppi anche nell'inchiesta sullo scandalo Imi-Rovelli, con la scoperta di altri conti miliardari nella disponibilità dell'avvocato Acampora, nonché sul fronte dell’inchiesta milanese sulla Fininvest: da ieri è indagato, con l'accusa di falso in bilancio, anche Fedele Confalonieri.

18 Maggio 2020