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Mercoledì 03 Giugno 2020

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8 aprile 1965

Amilcare Robbiani, il papà della Latteria Soresinese

Fu uno dei più importanti artefici del prodigioso sviluppo economico, commerciale e industriale di Soresina ai primordi del secolo

Amilcare Robbiani, il papà della Latteria Soresinese

SORESINA. 7. — In questo mese di aprile, e precisamente il 13, cade il ventesimo anniversario della morte dell'ing. Amilcare Robbiani, emerito cittadino, che illustrò con la vita e le opere la sua città natale.

Nacque a Soresina nel 1870, sesto dei nove figli del cavaliere del lavoro, titolare di una florida azienda agricola, cospicuo commerciante ed industriale trapiantatosi qui proveniente da Rovello.

Laureatosi ingegnere collaborò col padre e i fratelli Lazzaro e Domenico nel commercio del grano e del lino, nell'attività agricola e in quella industriale nel campo della seta.

In quei tempi la ditta Robbiani godeva di grandissima notorietà e gli anziani ricordano ancora il notevole movimento di mediatori, facchini, carrettieri, impiegati che giornalmente affluivano nel palazzo di fronte a via Genala ove ferveva una febbrile attività. Ma l'ing. Amilcare ambiva a mete più ambiziose, e con vasta visione dei problemi che assillavano la classe agricola, in collaborazione con l’amico ingegner Antonio Landriani, diede vita alla Latteria Soresinese, prima ardita forma di cooperazione, diventata con gli anni la più potente d’Europa. La sua ansia di continui miglioramenti nelle strutture lo portò alla fondazione della Società Telefonica Alto Cremonese con sede a Soresina che portò nella nostra città e nel circondario il nuovo servizio a tutto vantaggio dell'economia locale.

Con il banchiere Cesare Prandoni fondò nel 1907 il Credito Commerciale che doveva aprire nuovi orizzonti all'attività commerciale ed industriale della provincia. Affrontando con somma perizia i problemi dell'agricoltura in collaborazione con il fratello Lazzaro, istituì la Società Borromea d'irrigazione dei terreni posti nei comuni di Castelleone, San Bassano e Ripalta Arpina. Diresse con l'usato scrupolo l'Opera Pia Ciboldi per i cronici di Soresina; allacciò rapporti commerciali con i paesi danubiani; fondò l'Istituto Sperimentale del Porcellasco donando un suo podere; amministrò varie industrie tra le quali la Cavalli e Poli e il Molino Rapuzzi; fu apprezzato consigliere in numerose aziende commerciali ed industriali.

Innamorato della sua Soresina fondò la Pro Loco con il compito di promuovere iniziative atte al suo ulteriore sviluppo in tutti i campi. Con il fratello Igino, cultore appassionato della musica e autore di pregevoli composizioni operistiche, rilevò la casa editrice Carisch di Milano potenziandola con moderni criteri tecnico-commerciali.

La sua intensa attività nel campo economico non gli impedì di esprimere la squisita sensibilità del suo animo generoso verso i bisognosi dando il suo autorevole appoggio morale e materiale a istituti di beneficenza ed assistenza nonché a comunità religiose intervenendo con larghezza di mezzi.

L'ing. Robbiani fu uno dei principali artefici, se non il più importante, del prestigioso sviluppo economico, commerciale e industriale di Soresina ai primordi del secolo portandola rapidamente a mete competitive con altri centri di più antiche tradizioni, ma la sua inesausta attività, la sua perizia, il suo spirito d'iniziativa non giovarono soltanto alla città natale ma si estesero a dare nuovi impulsi all'economia provinciale specialmente dopo il suo trasferimento a Cremona ove rimase sino alla morte.

Pur assente dalla sua terra natale e dal piccolo mondo in cui visse nei lunghi anni della giovinezza e in quelli della vertiginosa ascesa, coltivò per essa immutato affetto che esprimeva nella tenerezza dei ricordi durante le sue brevi ma frequenti visite a Soresina e ai vecchi amici. Di essa si ricordò con generosità lasciando erede l'Ospedale S. Croce e l'istituenda Casa per la maternità del podere Retorto di ha. 112, del palazzo avito e degli stabili adiacenti all'ospedale nonché della somma liquida di 10 milioni.

Soresina gli tributò solenni onoranze, gli intitolò una importante arteria cittadina e a 20 anni dalla morte lo ricorda con rinnovato rimpianto inchinando il proprio gonfalone sulla tomba che lo custodisce salutando in lui uno dei suoi figli migliori.

06 Aprile 2020