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Giovedì 04 Giugno 2020

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30 marzo 1955

Due reattori si scontrano nel cielo di Pozzaglio

Due reattori si scontrano nel cielo di Pozzaglio

I due piloti sono morti. Ancora ignote le cause della terribile disgrazia - I rottami proiettati ad un chilometro di distanza

Due aerei da caccia a reazione F. 84, monoposti, appartenenti al 6" Stormo, di stanza a Ghedi, sono entrati in collisione alle 12,10 di ieri nel cielo di Pozzaglio, e sono precipitati, esplodendo. I due piloti sono morti. Gli aerei facevano parte di una formazione di quattro apparecchi in volo di esercitazione, e si stavano dirigendo verso Ghedi. Ad un certo momento sono entrati in collisione, urtandosi con le ali, e sono precipitati al suolo esplodendo. Nessuno degli abitanti della zona ha assistito al drammatico episodio: data l'ora erano per lo più in casa a desinare. Ma tutti hanno avvertito il boato dell'esplosione; i vetri delle abitazioni avevano difatti tremato come per un terremoto.

È stato un accorrere generale. Fra i primi a giungere sul posto è stato il parroco di Casalsigone don Antonio Lupi. Al momento dell'esplosione si trovava in giardino: ha inforcato la Vespa e si è precipitato in mezzo ai campi. Frattanto gli altri due aerei della formazione, avevano invertita la rotta e si aggiravano a bassissima quota, attorno al campo ove i due F. 84 erano precipitati.

È un vasto campo di proprietà dell'agricoltore Giorgio Fezzi, seminato a colza, e dall'alto doveva sembrare ai piloti come una splendida macchia gialla, un mazzo di mimose fra il verde circostante. Dopo un ampio volteggiare gli aerei hanno ripreso quota e si sono diretti alla volta di Ghedi. Da Pozzaglio, da Casalsigone e dai cascinali vicini, giungevano intanto a frotte i primi volonterosi: il campo dove i due aerei sono precipitati si trova a circa un chilometro dall'abitato di Pozzaglio, al di là del terrapieno della linea ferroviaria. La abitazione più vicina è quella del casellante ferroviario, che dista in linea d'aria un paio di centinaia di metri. Non erano passati cinque minuti dal momento dell'esplosione, che già i primi soccorritori erano sul posto. Ma fu subito evidente che non vi era più nulla da fare.

La scena era di un aspetto macabro, agghiacciante. I resti dei due infelici piloti si trovavano disseminati un po' dovunque nel campo, a brandelli, e stavano bruciando.

I tronchi centrali dei due aerei, di fabbricazione americana, si trovavano nel centro del campo, ad un paio di centinaia di metri di distanza l'uno dall'altro. Avevano scavato due buche nel terreno, di un diametro di circa quattro metri, e di una profondità di due. Ma restava ben poco. Che l'esplosione, disintegrando le strutture, aveva lanciato rottami da ogni parte. Pezzi di fusoliera, di cui era ancora riconoscibile la tinteggiatura verde, sono stati rinvenuti in un campo, posto al di là della linea ferroviaria, ad almeno un chilometro dal punto ove gli aerei sono precipitati.

25 Marzo 2020