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Sabato 30 Maggio 2020

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11 marzo 1976

Salta la fune portante: si schianta sui prati la cabina della funivia del Cermis: 42 morti

Salta la fune portante: si schianta sui prati la cabina della funivia del Cermis: 42 morti

TRENTO. 10. — Quarantadue morti, dopo un salto di 70 metri su un campo già tinto di verde. La neve è più su, a duemila metri, sull'Alpe di Cermis, da dove tornavano, dopo una giornata passata sugli sci, in questo scorcio d'inverno, giovani e anziani, italiani e stranieri, accomunati da una stessa passione, stroncati da un umico, tragico destino.

A valle, alla stazione d’arrivo mai raggiunta, è Cavalese, paese trentino a mille metri d'altezza, 3600 abitanti, un milione e 200 mila presenze  nell'arco della stagione, un reddito ricavato per l’80 per  cento dal turismo. La funivia di Cermis, sorta dieci anni fa, ha raddoppiato il reddito, richiamando turisti da tutta la Val di Fassa.

Quando la cabina è precipitata, ieri poco dopo le 17, mancavano, si e no due-tre corse alla fine, dopo di che tutti gli sciatori rimasti sul Cermis sarebbero tornati a valle, a Cavalese.

A bordo della cabina c'erano 43 persone, dodici italiani e 30 tedeschi e austriaci, oltre all'accompagnatore, Ivo Del Vai, 18 anni, del luogo, che si sarebbe dovuto presentare proprio oggi alla visita di leva e che aveva dato il cambio, all'ultimo momento, ad un collega, Carlo Sweizer, con il quale aveva, appunto, cambiato il turno.

Sweizer è vivo per miracolo, ma chi se l'è vista brutta è un altro accompagnatore, Giorgio De Matio, che saliva verso il Cenata quando la cabina dirotta a Cavalese è precipitata: è rimasto per quattro ore nell'altra cabina, quella che andava sull'Alpe a prendere i turisti ritardatari. Per salvarsi ha dovuto calare a terra un cordino, al quale è stata legata una grossa fune che egli ha poi assicurato alla cabina e lungo la quale si è poi calato, a forza di braccia, fin sul prato sotto una discesa di 70 metri che gli è costata, alla fine, un lungo pianto affannoso.

10 Marzo 2020