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Domenica 31 Maggio 2020

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3 marzo 1973

Tre diplomatici uccisi dai guerriglieri di Settembre Nero

Nell'ambasciata saudita a Khartoum sono echeggiati ieri sera alcuni spari

Tre diplomatici uccisi dai guerriglieri di Settembre Nero

KHARTOUM, 2. — Assassinio all'Ambasciata saudita nella capitale sudanese. L'ha perpetrato il commando palestinese di «Settembre nero» che ieri aveva preso prigionieri cinque diplomatici.

Sono stati uccisi tre degli ostaggi: l'ambasciatore americano a Khartoum Cleo Noel, l’incaricato d'affari belga Guy Eid, e il capo della sezione degli interessi americani nel Sudan, Curtis Moore. Lo ha comunicato al vice presidente sudanese, generale Bagir Ahmed, l'ambasciatore dell'Arabia Saudita che si trova sequestrato dai guerriglieri di «Settembre nero» nei locali dell'Ambasciata saudita a Khartoum assieme all'incaricato d'affari giordano. I tre diplomatici sono stati uccisi alle 20,15 (ora italiana).

Il capo dei guerriglieri ha confermato al vice presidente sudanese che lo aveva chiamato al telefono, l'uccisione dei tre ostaggi.

Radio Omdurman ha interrotto le regolari trasmissioni a mezzanotte circa per annunciare che il generale El Bagir Ahmed, vice presidente e ministro dell'Interno sudanese, aveva ricevuto una telefonata dall'ambasciatore saudita El Malhoug — che è uno degli ostaggi — il quale lo ha informato dell'uccisione dell'ambasciatore americano Noel, dell’incaricato d'affari Moore e di quella del diplomatico belga Eid.

L'ambasciatore saudita ha detto al ministro sudanese che i guerriglieri continuano a detenere lui stesso e l'incaricato d'affari giordano come ostaggi.

Nell'annunciare la notizia, radio Omdurman ha espresso il profondo rincrescimento del Governo sudanese per l'avvenuto.

Poco prima che l'emittente sudanese desse la notizia della triplice uccisione, si era sentilo il rumore di alcuni colpi d'arma da fuoco sparati dentro l'Ambasciata.

Dopo la sparatoria, due mezzi corazzati si sono messi in posizione vicino l'Ambasciata.

William Macomber ha lasciato la capitale egiziana — dove ha fatto brevemente sosta per «inquadrare la situazione» — diretto a Khartoum con lo stesso aereo — un «C-141» dell'Aeronautica militare USA — che lo aveva portato in Egitto dalla Germania. Durante la sua sosta, Macomber si è incontrato con Joseph Greene, il diplomatico americano che, all'Ambasciata spagnola al Cairo, cura gli interessi statunitensi in Egitto.

Notizie contraddittorie si susseguono sulle persone trattenute in ostaggio. Mentre secondo alcune fonti nell'Ambasciata non vi sarebbero né donne né bambini, secondo fonti governative la moglie dell'ambasciatore saudita avrebbe insistito per rimanere accanto al marito respingendo un'offerta del guerriglieri di uscire libera.

L'Ambasciata inglese a Khartoum ha confermato che l'ambasciatore britannico aveva partecipato al ricevimento ma era andato via poco prima dell'irruzione dei guerriglieri. L’ambasciatore sovietico ha confermato da parte sua di essere riuscito a fuggire dopo essersi gettato a terra nel giardino dell'Ambasciata al momento dell'attacco.

I guerriglieri erano stati informati che sarebbe arrivato nella capitale sudanese un aereo militare americano con a bordo il vice sottosegretario di Stato USA per gli affari amministrativi, William Macomber, e cinque suoi assistenti.

A Washington, un portavoce del Dipartimento di Stato americano aveva precisato che il Governo statunitense ha inviato William Macomber sul posto per mantenere un contatto diretto, costante ed efficace con le autorità sudanesi, le quali trattano con i guerriglieri asserragliati nell'Ambasciata saudita.

02 Marzo 2020