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25 febbraio 1954

Per la prima volta nella procedura processuale italiana è stata effettuata in aula la proiezione di documentari

Ricco di spunti interessanti il processo Comel a Milano

Per la prima volta nella procedura processuale italiana è stata effettuata in aula la proiezione di documentari

MILANO, 24. — Al processo Comel è continuata stamani la sfilata dei testi citati dal P. M. Le deposizioni sono orientate particolarmente verso una indagine sulla condotta del prof. Comel, in relazione ad alcune sue presunte avventure galanti, nel periodo in cui dirigeva la Clinica dermosifilopatica di Modena. Il Comel, impassibile, segue con qualche cenno di assenso le deposizioni a lui favorevoli, dissentendo invece con gesti energici da quelle che tendono a confermare qualche circostanza da lui ritenuta insussistente o non conforme a verità.

Hanno deposto altri testi senza apportare alcun elemento nuovo o comunque apprezzabile alla causa.

Soltanto il prof. Carlo Guido Moro, rettore dell'Università di Modena, ha narrato che da una inchiesta svolta in seguito ad un dissidio sorto tra il professor Cornei e un altro medico, il dott. Montanaro, anche in riferimento alle famose «voci», aveva potuto accertare la ineccepibilità del comportamento del professor Comel.

A chiusura di udienza, la difesa Comel, cui si è associata la difesa della Bernardo, ha avanzato una istanza formale intesa ad ammettere la proiezione davanti alla Corte di alcuni cortometraggi di vita familiare dei Cornei, girati negli anni antecedenti al 1949.

Il P. M. non si è opposto e la Corte, dopo breve permanenza in camera di consiglio, ha ritenuto la opportunità di aderire alla istanza, ed ha ammesso la produzione dei films, ordinandone la proiezione nella udienza pomeridiana.

La prima parte dell'udienza pomeridiana si svolge difatti nell'ampio salone della Cancelleria della Corte d’Assise, trasformato per l'occasione in locale di proiezione. Mentre si ultimano i preparativi, magistrati ed avvocati discutono per stabilire se l'esperimento odierno costituisca una novità assoluta negli annali della procedura processuale.

Il Prof. Jaeger, titolare della cattedra di Procedura dell’Università di Milano, sostiene che si tratta del primo esperimento del genere in materia penale e precisa che una norma del Codice di Procedura Civile autorizza l’utilizzo di qualunque mezzo meccanico che possa essere utile all'accertamento di circostanze ed elementi atti all'azione giudiziaria, mentre tale norma non è contemplata nel Codice Penale che comunque non ne esclude l'utilizzo.
Intanto la Corte si è riunita nel salone e ha inizio la proiezione dei cortometraggi che riprendono alcuni episodi della vita familiare dei coniugi Comel.

24 Febbraio 2020