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Venerdì 28 Febbraio 2020

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14 febbraio 1964

Avremo una "sala borsa,,

Cremona non può continuare ad avere il «mercato all'aperto» come nel Medio Evo

Avremo una "sala borsa,,

Chi ha avuto modo di passare per via Solferino, percorrendo poi via Baldesio e girando verso le absidi del Duomo, avrà notato lo spettacolo veramente straordinario della folla dei mediatori, commercianti ed agricoltori in sosta, nonostante il freddo e la fittissima nebbia, per le strade, ad operare contrattazioni.

Un forestiero non crederebbe che quella folla, in quel ristretto spazio che va da via Solferino alle absidi del Duomo, rappresenta il «mercato» più importante d'Italia sia per il settore cerealicolo che lattiero-caseario. Provenienti da ogni parte d'Italia commercianti e produttori trattano a Cremona acquisti di grano e di foraggio, di formaggi e di suini, di macchine agricole e concimi.

Se ciò è straordinario, appare ancor più straordinario il fatto di un «mercato all'aperto» in pieno inverno quando nebbia e gelo imperversavano (e così dicasi per l'estate quando il caldo afoso pesa su ogni cosa sino a rendere l'aria irrespirabile). Sì, Cremona può vantare oggi questo assoluto primato: e la «piazza» più importante del mercato lattiero-caseario ed è nel contempo l'unica città degna di tal nome che non abbia una sala di contrattazioni, o «sala borsa» come è comunemente chiamata.

Il problema va inquadrato nel processo generale della rinascita cremonese e nel piano di pubblica utilità, almeno se non si vuole gradualmente scomparire dalla scena di un'economia agricola che resterà pur sempre la spina dorsale del nostro avvenire provinciale.

Il progetto di una «sala borsa» è da tempo all'esame degli ambienti economici ed in particolare la Camera di Commercio ha preso a cuore l'iniziativa predisponendo tutte le pratiche per giungere alla realizzazione dell'impresa. Essa avrebbe potuto essere già ultimata se le trattative private per la cessione dell'area nella centralissima via Solferino (con parte in via Baldesio) non avessero dato risultati negativi.

La mancata intesa ha purtroppo fatto scattare la procedura di legge: si è infatti ottenuta la dichiarazione di esproprio per pubblica utilità, si sono rifatte le offerte di acquisto che non sono state accettate, il Tribunale ha allora nominato un perito per la stima dell'area. Oggi siamo arrivati alla fase della perizia tecnica dopo la quale il Prefetto ordinerà il deposito della somma definita dalla perizia, emettendo quindi il decreto di espropriazione.

Tutti sappiamo quanto bisogno abbia il centro cittadino tra via lanaioli e via Baldesio di essere risanato; e l'indispensabile necessità di una «sala borsa» è ormai stata convalidata dall'autorità governativa: queste considerazioni possono determinare, se non ci sarà un accordo prima del decreto prefettizio, una situazione d'emergenza di cui il decreto di esproprio sarebbe la parte formale.

Se come auspichiamo e confidiamo, l'accordo per la cessione dell'area sarà concluso, si potrà iniziare quella seria opera di risanamento urbanistico in pieno centro che è reclamata dall'igiene e dalla civiltà. E la «piazza mercantilistica» di Cremona, sempre nota e frequentata in ogni secolo, avrà finalmente la sua degna sala di contrattazioni, con evidenti vantaggi per tutta l'economia cremonese.

13 Febbraio 2020